Dormi con il cellulare vicino? Stai sfidando la sorte: non immagini cosa può succederti

Dormire con il cellulare vicino alla testa o al corpo è un errore da evitare soprattutto se si “indossano” oggetti particolari.

Pacemaker, lenti a contatto, tasche dei pantaloni, non sempre avere il telefonino vicino vicino è una buona idea.

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Strumento indispensabile nella nostra vita quotidiana, il cellulare è sempre accanto a noi. Nella borsetta, in tasca, sul bracciolo del divano, sulla scrivania, la distanza ravvicinata è essenziale per essere sempre pronti a rispondere a chiamate e messaggi soprattutto quando si usa per lavoro. In alcuni casi sembra che il cellulare sia diventato un prolungamento del braccio e, purtroppo, non parliamo solamente di adolescenti ma anche di bambini e adulti. Per quanto sia utile ed essenziale, infatti, non dobbiamo lasciare che il dispositivo elettronico sostituisca una chiacchierata di persona, una passeggiata o un film al cinema. Occorre considerare, poi, che ancora non si conoscono esattamente le conseguenze delle continue radiazioni a cui l’organismo è sottoposto. È consigliabile, dunque, prestare particolarmente attenzione soprattutto di notte.

Dormire con il cellulare vicino, i rischi

Cosa accade a causa di una vita frenetica? Che la sera si è talmente stanchi da crollare nel letto senza accorgersi di non aver posato (lontano) il cellulare. Tante persone, infatti, hanno l’abitudine – cattiva osiamo dire – non di leggere un bel libro prima di dormire ma di stare sui social. Poi ci si addormenta e il telefono rimane lì, sul petto o accanto alla testa.

Quali sono le conseguenze? Alcuni studi scientifici recenti hanno dimostrato che le onde elettromagnetiche trasmesse dagli smartphone non agiscono negativamente sul cervello. In più, se non usato il dispositivo emana una quantità di radiazioni molto bassa. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro nel 2010 ha appurato l’assenza di prove scientifiche che stabiliscano una connessione tra vicinanza del device alla testa e insorgenza di malattie tra cui i tumori. Ottima notizia, dunque, ma attenzione. La stessa Agenzia ha definito le onde elettromagnetiche come potenzialmente cancerogene.

L’appello è al buonsenso

Prove scientifiche non ce ne sono, un avviso di potenziale pericolo c’è, cosa è consigliabile fare? Il buonsenso indica di prestare attenzione a spegnere il cellulare di notte o almeno di appoggiarlo lontano dal corpo. Non solo di notte è desiderabile la lontananza. Se si ha intenzione di effettuare una lunga chiamata meglio l’uso di auricolari o viva voce.

Prima di dormire, poi, l’uso dello smartphone potrebbe influire negativamente sulla qualità del sonno mentre un libro o la televisione agirebbero in modo positivo sul riposo notturno. Chi porta il pacemaker, poi, deve fare attenzione a tenere i due dispositivi ad una distanza minima di 15 centimetri. Seppure raramente si sono verificate delle interferenze.

Un’accortezza particolare, poi, è richiesta agli uomini che hanno l’abitudine di tenere il cellulare nella tasca dei pantaloni (meno frequente nelle donne). C’è il rischio di infertilità, le prove sono ancora insufficienti per una connessione scientificamente univoca ma la strada è quella. Perché tentare la sorte?

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