Tasse universitarie: il tar condanna gli atenei troppo cari

Il Tar ha dato ragione all’Unione degli universitari che avranno un risarcimento di 1.7 milioni di euro dopo il ricorso da loro presentato contro la tassazione selvaggia dell’università di Pavia. Questa decisione rappresenta un precedente per eventuali altre class actions nelle altre università italiane contro l’aumento spregiudicato delle tasse universitarie, almeno 20 sono, infatti, le università che sforano il tetto imposto dalla attuale legge.
La decisione del Tar ha, nel caso specifico, accolto il ricorso e stabilito che è stato violato il limite massimo del 20% e che, quindi, tutta la somma eccedente tale limite venisse rimborsata non solo agli universitari ricorrenti ma anche a tutti coloro che non hanno preso parte al procedimento.
Ma cos’è questo 20% di cui abbiamo parlato? Questa è la percentuale massima che per legge può essere raggiunta dalle tasse universitarie versate dagli studenti e che deve essere rapportata alla somma stanziata per ogni ateneo dal Fondo di finanziamento ordinario degli atenei, ovvero il finanziamento pubblico ricevuto dallo Stato, secondo quanto dice l’art. 5 del D.P.R n.306 del 1997.
Tale importo è stato drasticamente ridotto a causa della crisi economica che stiamo vivendo e, di conseguenza, ci sarebbe dovuto essere un taglio anche alle tasse, sempre vincolate da quella percentuale. Ma così non è stato perché in tantissimi casi le tasse sono aumentate proprio per far fronte a questa riduzione di contributi statali.
Secondo Michele Orezzi, coordinatore nazionale dell’Udu, questa sentenza del Tar oltre che essere storica in quanto la prima in questa direzione, svolge anche il ruolo di argine per l’aumento selvaggio delle tasse universitarie in tutti gli atenei e funge da freno per quelli che potevano essere comportamenti dolosi in tal senso, perché il 20% non è un valore indicativo ma un tetto massimo per legge stabilito.
Certo una sentenza del genere rischia di prosciugare le casse delle università italiane perché certamente molti saranno gli atenei che sono andati al di sopra della percentuale prevista ma non è certamente giusto, al tempo stesso, che venga negato il diritto allo studio o che questo diventi esageratamente caro, ma servirebbe una buona regolamentazione non tanto sulla tassazione che, come abbiamo appena visto, ha dei limiti già imposti, ma su tutto l’iter universitario, dalla parte prettamente burocratica a quella fiscale perché ancora tante sono le lacune che dovrebbero essere colmate.
mar 22/11/2011 da Marcello De Filippis in ateneo, tasse universitarie.

















