Tasse e inflazione: come cambierà la vostra busta paga!

Le retribuzioni dei lavoratori italiani sono sempre più basse e con l’inflazione che ha ricominciato a salire e la manovra Monti che ha portato numerosi colpi ai già bassi stipendi si rischia una perdita del potere d’acquisto notevole.
Avevamo già parlato della eccessiva differenza di salari tra ricchi e poveri ma adesso è bene raffrontare i nostri stipendi con quelli di altri paesi per avere un quadro completo della troppo trascurata situazione salariale italiana.
Secondo i dati del 2010 dell’Ocse l’Italia si assesta al 22esimo posto su un totale di 34 per quello che riguarda i salari netti: 19.350 euro, 4 mila euro in meno rispetto alla media europea. Ma l’Italia è proprio l’ultima in classifica rispetto ai Paesi del G7.
Una spiegazione per tale fenomeno la fornisce sempre l’Ocse dicendo che la causa di tale assurdità è la forte pressione fiscale che abbiamo nel nostro paese il quale, relativamente proprio a tale problema si colloca al quinto posto, tra i paesi prima menzionati, in base all’elevata imposizione fiscale per il lavoratori (quinto posto calcolato su esempi di lavoratori senza famiglia a carico altrimenti la situazione peggiorerebbe sicuramente).
A peggiorare la situazione, secondo dati Istat, ed aumentare il divario tra noi e gli altri Paesi c’è poi la sproporzione eccessiva sul differenziale retributivo medio legato alle dimensioni delle aziende riscontrabile in ogni settore delle attività economiche italiane: più grande è l’azienda e proporzionalmente più alti saranno gli stipendi dei dipendenti.
A questo si aggiunge, inoltre, la situazione economica generale che certamente non fa che mettere ancora più in difficoltà i lavoratori ed aumentare i divari tra le fasce di reddito e l’unico modo per ovviare a tali problemi sarebbe quello di una riforma strutturale e globale del lavoro permettendo nuove tipologie di contrattazione che vadano incontro sia ai lavoratori che ai datori di lavoro: aumento di salari rapportato ad aumento della produzione.
Solo cercando il potenziamento di questo binomio si potrà dunque sperare in una ripresa sia delle attività produttive eccessivamente stagnanti, vuoi per il periodo di crisi vuoi per altri fattori, sia del mondo del lavoro, eccessivamente ancorato ad una legislazione vecchia e non più al passo con i tempi.
gio 22/12/2011 da Marcello De Filippis in retribuzioni, salari.


















Bonjour tout cela m’a l’air vraiment tre8s sucelucnt, c’est le genre de petites choses que j’aime de9vorer le matin au petit dej, en tout cas merci, bon mercredi e0 toi