Targhe clonate: come fare ricorso in caso di multa ingiusta

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targhe clonate

Vi è capitato di ricevere a casa la notifica di una multa, e la contravvenzione si riferisce ad un’auto con targa uguale alla vostra, ma elevata in un’altra città nella quale non siete stati? Beh, vediamo cosa si può fare in casi di multe e ricorsi.

Talvolta può trattarsi di errore di copia della targa, di trascrizione dei dati errata. Talvolta invece può trattarsi di qualcosa di più grave: non di un errore ma di clonazione della targa.

Il veicolo multato presenta in realtà una targa clonata dalla nostra, e in questi casi bisogna fare ricorso nell’arco di 30 giorni con con raccomandata A.R al Comando dei Vigili urbani, Carabinieri o Polizia che ha emesso la multa.

Nel reclamo dichiareremo l’errore se di errore si tratta, o denunceremo la presenza di un veicolo che monta una targa falsa o clonata.

Se trascorsi 30 giorni non abbiamo riscontri dal comando, è bene rivolgersi al Prefetto della Provincia in cui è stata emessa a multa. In tal caso il Prefetto ha 210 gg. per pronunciarsi: in caso contrario il ricorso è accolto in automatico.

Che dire se nel frattempo riceviamo la cartella esattoriale? Bisogna riscrivere al Comando che ha emesso la multa per richiederne l’esenzione, con precisa indicazione delle motivazioni.

mer 21/07/2010 da Fulvio Pennacchio in Multe.

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Lies
Lies 28 luglio 2010, 16:18
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Molto utile a sapersi, grazie

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ermannno
ermannno 21 gennaio 2011, 20:03
VA:F [1.6.5_908]
+1 Punto

Leggiti con sconcerto bene di questa pratica criminale, in genere funziona con gli zingari per le moto e le auto, e che è praticamente inarrestabile:
“…c’è sempre un guidatore (diciamo qualche migliaio) che continua a circolare con una targa falsa e lo stesso succede in molte città italiane. Delle contravvenzioni se ne infischia perché, come si è detto, arrivano al proprietario del mezzo con la targa vera: quindi non ha alcuna preoccupazione a passare con il rosso o a mettere la macchina in divieto di sosta… Se ne infischia anche di pagare il bollo auto, che non deve più essere né esposto sul parabrezza né richiesto dalle forze dell’ordine, dal momento che lo paga l’automobilista con la targa vera. Per l’assicurazione, espone un tagliando falso o di una compagnia inesistente, di cui c’è pure un fiorente commercio. Se ha un incidente, se ne va, mettendo di nuovo nei guai l’automobilista con la targa vera. In pratica, può circolare liberamente e beatamente ovunque in Italia, con l’unica preoccupazione di essere fermato a posto di controllo dalla Polizia o Carabinieri. A questo punto potrebbe essere scoperta qualche irregolarità: per esempio nel libretto di circolazione o nel tagliando RCA. Si procederebbe quindi al “fermo” amministrativo della macchina o del motorino e il guidatore riceve un verbale con il permesso di riportarla a casa e l’intimazione di non circolare più (ora la macchina non viene più sequestrata e portata in un deposito). In verità, continua a circolare tranquillamente, perché il “fermo amministrativo” riguarda la targa ed eventualmente è sempre l’automobilista proproetario innocente ad andare nei guai (è l’unico sempre rintracciabile).
Quasi nessuno dei proprietari di veicoli con le targhe vere sa che le multe ricevute originano da identiche targhe false in circolazione, ma trattandosi di un reato potrebbero fare una denuncia penale contro ignoti alla Procura della Repubblica. Questa, se ha tempo, potrebbe aprire un’indagine incaricando la Polizia giudiziaria di andare a cercare le targhe false in città. Ammesso che ne trovino 1, sequestrano la macchina o la moto, fermano il guidatore, che però non risulta proprietario del veicolo e dichiara che gli è stato prestato da un’altra persona, quindi non è perseguibile. Il vero proprietario risulta un nomade e, scavando con pazienti e lunghe indagini, si scopre esser proprietario di 200 o 300 macchine e moto, tutte con targhe false!
E’ un giro gestito dalla malavita, che vende clandestinamente le macchine clonate intestandole tutte al nomade, che viene pagato e che, essendo il proprietario, risulta il solo responsabile. Nessuna norma vieta di essere proprietario di 300 macchine, comunque il nomade vive in una roulotte, si sposta e non viene trovato…”
Ovviamente i sindaci e le amminstrazioni locali pensano ogni anno ad elevare solo l’ammontare delle sanzioni ai cittadini proprietari circolanti, non a cacciare gli zingari e i criminali apolidi e stranieri beccati in flagrante: è più facile incastrare il semplice cittadino connazionale (servo della gleba che fatica, paga senza scampo e invecchia rincoglionendo).
Orsù ora sacrifica un agnello e offrilo ai Signori

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