Codice Fiscale
Calcolare il codice fiscale: ecco come

Calcolare il codice fiscale non è complicato come si crede e spessissimo è utile quando dobbiamo compilare dati relativi al nostro nucleo familiare ma non sappiamo i codici a memoria ma sappiamo i luoghi e le date di nascita.
Senza perdere tempo nel ricercare i dati di tutti o nel portarseli sempre dietro, è possibile ricavare il codice con poche semplici mosse, che dobbiamo doverosamente ricordare.
Il primo passo che dobbiamo ricordare è prendere le prime tre consonanti del cognome, se il nostro cognome ha solo due consonanti si prende la prima vocale del cognome, se ha una sola consonante si prendono le prime due vocali. Nel caso estremo che il cognome abbia una sola consonante e una sola vocale bisognerà aggiungere una X per raggiungere le tre unità nel campo cognome.
Il secondo passo riguarda il nome, bisogna infatti prendere la prima, la terza e la quarta consonante del nome, se il nome non ha quattro consonanti si prendono le prime tre, se il nome non ha tre consonanti si utilizzano le regole relative al nome, iniziando a prendere anche le vocali per supplire.
Come richiedere il codice fiscale smarrito o per la prima volta

Per richiedere il codice fiscale, sia se questo sia stato smarrito e se non lo abbiate mai avuto, bisogna recarsi presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate per richiederlo.
Oggi poi, il codice fiscale è un documento molto importante, perchè non ha più valore a se stante ma anche quello di tessera sanitaria.
L’Agenzia delle Entrate vi farà compilare dei moduli di attribuzione del codice fiscale, dove dovrete annotare correttamente tutti i dati che sono richiesti, come le generalità anagrafiche e il domicilio fiscale presso il quale vorrete ricevere il documento.
Insieme alla richiesta deve essere esibito un documento di identità valido di uno dei Paesi dell’Unione Europea. Se la richiesta viene fatta per conto di un minore, bisogna invece esibire un documento di identità ed un documento che attesti la patria potestà.
Chiusura partita Iva inattiva: novità dalla Finanziaria 2011

![]()
La manovra economica definisce nuove regole da applicare alle partite IVA inattive. Vediamole nel dettaglio. Per prima cosa, la partita IVA sarà revocata d’ufficio se il titolare non esegue nessuna attività da almeno tre anni consecutivi e se non ha presentato la dichiarazione IVA annuale. Per i titolari di partita IVA che non hanno ancora consegnato a dichiarazione di cessata attività, è prevista una sanatoria: entro 90 giorni dall’entrata in vigore della manovra (quindi entro il 4 ottobre 2011) dovranno versare 129€.
Continua a leggere »Cedolino stipendio on line: come ottenerlo facilmente

Da gennaio 2010 i dipendenti della pubblica amministrazione possono usufruire, per percepire lo stipendio, di un cedolino online. Per poterlo avere, è necessario iscriversi a Stipendi PA, un portale creato dal Ministero dell’Economia e delle Finanza: una volta fatto, si potranno scaricare e compilare il suddetto cedolino, così come il modello 730 e il CUD.
Continua a leggere »Detrazione 36% ristrutturazione 2011: a chi spetta e come ottenerla

I contribuenti che si trovano a dover sostenere spese per ristrutturazioni edilizie, manutenzioni straordinarie o opere di restauro e risanamento conservativo, fino al 31 dicembre 2012 potranno usufruire di una detrazione d’imposta irpef del 36%. Coloro che potranno goderne sono i proprietari dell’immobile da ristrutturare e chi ne detiene i diritti reali. Anche ai familiari di questi è possibile godere della detrazione, purché siano loro che sostengono le spese; stesso discorso per coloro che eseguono lavori in proprio, esclusivamente per le spese per i materiali.
Continua a leggere »Certificato di stipendio o salario: a cosa serve e come richiederlo

Il certificato di stipendio è un documento che riporta la retribuzione lorda e netta, l’anzianità lavorativa, la data di assunzione, il Tfr cumulato, le cessioni in corso e le relative rate, i pignoramenti ecc.
Questa certificazione viene rilasciata dal datore di lavoro su richiesta esplicita del dipendente, e attesta il rapporto di dipendenza che intercorre tra l’azienda e il lavoratore.
Il motivo della richiesta e per lo più di carattere economico, infatti i dipendenti lo richiedono per portarlo alle finanziarie per ottenere la cessione del quinto dello stipendio in modo da poter prendere un prestito.
Insieme al certificato di stipendio, deve essere allegata la carta di identità, il codice fiscale o la tessera sanitaria che lo riporta, e l’ultima busta paga percepita.
Se l’azienda non ci fornisce il certificato di stipendio, deve comunque redigere un attestato di servizio, in cui specifica che il lavoratore è assunto regolarmente presso di loro, che non ha in corso provvedimenti disciplinari ecc.
Riconoscimento di un’impresa familiare: ecco come richiederlo

L’impresa di tipo familiare, è una impresa in cui prestano la propria attività lavorativa il coniuge di chi l’ha fondata e i parenti entro il terzo grado.
Per il riconoscimento dell’impresa, occorre stipulare un atto pubblico o una scrittura privata autenticata.
La stipula del documento deve essere antecedente all’inizio del periodo di imposta.
Il documento privato o l’atto pubblico, devono contenere il giorno, l’ora e il luogo in cui si procede.
Deve contenere inoltre tutti i dati anagrafici di tutte le persone che vi lavorano, delle quali deve essere riportato anche il codice fiscale.
Il documento si conclude con i dati dell’impresa, della partita iva e dell0iscrizione alla camera di commercio.
Nella dichiarazione i lavoranti dovranno dichiarare il grado di parentela e specificare che quella che si è costituita è un’azienda a conduzione familiare.
Come compilare il modulo richiesta compensi per un giornale

Se si lavora regolarmente con una redazione giornalistica, per essere pagati occorre presentare un modulo richiesta compensi, chiamato report, che certifichi tutto ciò che si è scritto per il giornale durante il mese corrente. Fare il report è essenziale per ricevere il pagamento mensile, ed è previsto dalle condizioni contrattuali.
Se è la prima richiesta che devi compilare, occorre recarsi alla sede amministrativa del giornale per il quale lavori e richiedere il documento da compilare con tutti i dati anagrafici, nome, cognome, luogo e data di nascita, indirizzo, CAP, telefono, mail, codice fiscale ecc., praticamente ogni dato che può essere utile per l’identificazione e il pagamento.
La tipologia di pagamento deve essere specificata nel contratto, che potrebbe essere sulla base delle righe scritte o delle battute, dipende dagli accordi che avete preso con la testata giornalistica.
Si tratta sempre di contratti di collaborazione, e si viene pagati ad articoli che si scrivono, in base appunto alle righe o alle battute. Il prezzo è quasi sempre concordato tra le parti, per non scontentare nessuno. Purtroppo i prezzi degli articoli in questi ultimi tempi non sono molto alti, perchè la crisi fa vendere sempre meno giornali e di conseguenza gli editori non hanno molti soldi da investire.
Lavoro occasionale e ricevuta fiscale: ecco come compilarla

La ricevuta per prestazione di lavoro occasionale va compilata ogni volta che si svolge un tipo di lavoro che ha caratteristiche di occasionalità.
Compilarla non è molto complicato, ma è doveroso farlo, per testimoniare che si è preso del denaro in virtù di una prestazione lavorativa.
La prima cosa da fare è valutare se il lavoro è stato inferiore ai 30 giorni e se il compenso è meno di 5000 euro. Bisogna poi acquistare un modulo con delle ricevute, reperibile in ogni negozio di cancelleria.
I moduli sono in duplice copia autocopiativi, e vanno compilati con i nostri dati anagrafici più il codice fiscale.
Oltre i dati del prestatore d’opera, devono essere inseriti i dati del cliente che ha commissionato il lavoro. Se il committente ha la partita iva è meglio inserire anche quella, ma non è necessario.
Nel corpo della ricevuta indicare il tipo di lavoro svolto, e infine mettere la somma che si è ricevuta dal committente per il lavoro svolto, e il gioco è fatto.
Non dimentichiamoci di mettere la data.
Fattura con ritenuta d’acconto: calcolo ed esempio

La parcella attesta la prestazione di un servizio professionale emanata da una categoria particolare, come l’avvocato, il commercialista ecc.. Questa ha delle particolarità che la differenziano dalla fattura, ed è quindi utile differenziare le due cose.
La data di emissione della parcella deve necessariamente coincidere con la data in cui è avvenuto il pagamento per la prestazione erogata. Questa deve poi essere numerata cronologicamente, e deve contenere i dati del soggetto che la emette, e del cliente che la riceve, partita iva, codice fiscale ecc..
Nel corpo della parcella deve essere specificata il tipo di prestazione professionale per la quale si viene pagati, componendo una descrizione, breve, del servizio offerto.
Si deve poi mettere il costo lordo della prestazione erogata, per esempio 300 euro.
Dal compenso lordo va estrapolato un 2% per la cassa previdenziale di categoria, nel caso di un pagamento di 300 euro il contributo previdenziale è quindi di 6 euro. Il totale imponibile iva si calcola sommando il contributo previdenziale al compenso lordo, ed equivale quindi al 20% di 306 euro, cioè 61,2 euro.
Posta certificata: cos’è e come fare per averla

La posta elettronica certificata è disponibile gratuitamente per 50 milioni di cittadini italiani, per tutti coloro che sono maggiorenni e in possesso del codice fiscale.
Con essa si può partecipare a concorsi, ottenere certificati, prenotare visite mediche. La posta elettronica certificata assicura inoltre valore legale alla corrispondenza mail e vale come una raccomandata con ricevuta di ritorno.
Per attivare la PEC ( posta elettronica certificata ) occorre collegarsi al sito internet predisposto dal governo e seguire la procedura di registrazione.
Sono richiesti i dati anagrafici, il numero del documento di identità, una mail e un recapito telefonico.
Infine bisogna inserire una password e selezionare tre domande segrete per proteggere l’accesso alla casella di posta.
Una volta eseguita la procedura di iscrizione e dato il consenso al trattamento dei dati personali, il cittadino deve recarsi in uno degli sportelli di Poste Italiane abilitati al servizio per identificarsi. La procedura di attivazione della casella di posta certificata termina infatti allo sportello postale.
Codice fiscale: calcolo on line gratis con un semplice click

Il calcolo del codice fiscale può essere utile in molte circostanze, se non abbiamo sotto mano la cara vecchia tessera. Il codice fiscale ci accompagna nella vita di tutti i giorni; in pratica è lo strumento attraverso cui il fisco identifica i contribuenti; ad ogni persona è associato un solo codice fiscale e viceversa ed è il mezzo con cui si può attribuire ad ogni contribuente un dato reddito senza il pericolo di errori; ad attribuire ad ogni individuo il proprio codice fiscale è l’Anagrafe tributaria e, da qualche anno, viene rilasciato anche ai neonati dal Comune di nascita al momento dell’iscrizione all’anagrafe.














