Sciopero benzinai: lo sciopero resta congelato a causa delle condizioni meteo

Oggi si sarebbero dovuto scoprire le date per lo sciopero prolungato annunciato dalla commissione FAIB (Federazione autonoma italiana benzinai) che discuterà delle misure contenute nel pacchetto liberalizzazioni e di quello che queste comporteranno per la categoria decidendo anche sugli scioperi, ma a causa delle pessime condizioni metereologiche che in questi giorni affliggono l’Italia le date saranno comunicate a situazione normalizzata.
La bozza del decreto sulle liberalizzazioni comincia ad incutere paura anche ai gestori dei distributori di benzina: Figisc, federazione dei benzinai della rete ordinaria, e Anisa Confcommercio, gestori delle aree di servizio autostradali, hanno per questo proclamato uno sciopero di dieci giorni con modalità e date che il 7 febbraio dopo l’assemblea dei gestori nazionali.
Tale sciopero, le cui modalità saranno come detto definite in seguito per evitare di peggiorare la già critica situazione in materia di trasporti, verrà portato avanti per promuovere una riforma parlamentare volta a liberare il settore dal controllo assoluto dei monopolisti petroliferi.
Ma quali potrebbero essere le date di tale sciopero? Non avendo avuto ancora alcuna dichiarazione sui giorni precisi da parte delle associazioni interessate dobbiamo ricordare che la legge italiana non autorizza uno sciopero per più di tre giorni consecutivi, quindi i benzinai dovranno necessariamente dividere lo sciopero in almeno tre turni.
Questo vorrebbe dire che potrebbe esserci un blocco di tre giorni a settimana per tutto il mese di febbraio, per intenderci. Ma questo sciopero, oltre a peggiorare la situazione già critica dopo lo sciopero dei trasportatori che ha paralizzato l’italia anche dal punto di vista dei carburanti, probabilmente andrà a causare un ulteriore aumento dei prezzi della benzina.
Questa la mossa che verrà attuata prossimamente anche alla luce di quelli che saranno gli interventi decisi dal governo in merito alla questione, come indicato da Luca Squeri, presidente della Figisc, e da Stefano Cantarelli, presidente Anisa.
A parer loro le mosse previste, infatti, non avranno assolutamente effetto sui prezzi che resterebbero invariati ma produrrebbero solo la esclusione dei vari gestori dalle reti delle aziende petrolifere alla scadenza dei contratti e questo renderà più difficile la prosecuzione del lavoro che sarà di più complicata gestione contrattualistica.
Secondo Cantarelli si tratta di una mossa politica operativa solo sul piano mediatico per calmare quelle che sono le tensioni sui prezzi dei carburanti che punta a confondere gli italiani facendo loro credere che agendo sulla distribuzione si otterranno benefici economici per i consumatori finali.
mar 07/02/2012 da Marcello De Filippis in prezzo benzina.

















