Prostituzione: i Carabinieri di Bologna censiscono le lucciole

I Carabinieri di Bologna hanno per tre mesi battuto i viali dove si svolge attività di prostituzione per censire, letteralmente, le prostitute della zona: il censimento, riguardante nazionalità, luoghi ove si svolge l’attività e relativo guadagno sono stati reperiti attraverso dei moduli che riportavano l’intestazione “Annotazione di servizio relativa alle attività d’indagine volte al contrasto del fenomeno della prostituzione su strada”.
Questa iniziativa partita a fine estate è subito finita nel mirino delle associazioni che tutelano i diritti delle prostitute che l’hanno bollata come procedura contraria alla legge Merlin del 1958 la quale non consente alle forze dell’ordine di registrare in modo diretto o indiretto che pratica tale attività.
I Carabinieri si difendono dicendo che non si tratta di una schedatura ma di un questionario che verrà rigirato all’Agenzia delle Entrate per le verifiche fiscali in modo da capire quanto le prostitute censite guadagnino, se pagano un regolare affitto e in che condizioni generali vivono.
Questo per buttare, evidentemente, le basi ad una possibile tassazione dell’attività in questione in seguito alla eventuale liberalizzazione della prostituzione. Questa iniziativa ha anche lo scopo di ripulire la situazione di degrado sulle strade bolognesi oltre che un rafforzamento dei controlli sulla legalità. Infatti, procedendo con i questionari, sono state denunciate circa trenta ragazze tra coloro che hanno fornito false generalità e coloro pizzicate in atteggiamenti osceni o non decenti.
gio 12/01/2012 da Marcello De Filippis in prostituzione.

















