Prestiti personali: quali garanzie richiedono le banche?

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Prestiti personali

Al momento di stipulare un prestito personale le banche richiedono di particolari garanzie, al fine di evitare il rischio di morosità. I criteri di accesso al credito possono essere più o meno restrittivi, a seconda della tipologia del cliente, delle norme stabilite dai singoli istituti e del periodo storico (in questo momento, per esempio, ottenere un prestito può essere particolarmente complicato a causa delle crisi di liquidità che interessa l’intero sistema bancario). In questa guida scopriamo quali sono le principali garanzie richieste dalle banche per la concessione di prestiti tradizionali e prestiti on line.

  • La prima, e anche la più ovvia garanzia richiesta dalle banche prima della stipula di un prestito personale è una fonte di reddito sicura e costante, quale una busta paga o una pensione. I prestiti personali sono infatti dei finanziamenti ad alto tasso di rischio per gli istituiti finanziari, data l’assenza di garanzie reali sulle concessioni, quali diritto di pegno o ipoteche sui beni di chi richiede, che darebbero la possibilità di rivalersi sul contraente in caso di mancato pagamento.
  • Altra garanzia molto richiesta è quella della fideiussione: con questo tipo di garanzia la banca chiede la presenza di un garante che, impegnandosi con un contratto scritto, si faccia carico del debito qualora il pagamento da parte del titolare del prestito venisse meno. Anziché la fideiussione si può avere la firma di un coobbligato che condivida la responsabilità della somma finanziata. Queste forme di garanzia sono in genere richieste a quei soggetti con anzianità lavorativa recente o in caso di prestiti dagli importi molto elevati.
  • Abbiamo poi la cambializzazione delle rate, ovvero una procedura con cui si autorizza la banca a rivalersi su beni mobili e immobili in caso di mancato pagamento, oppure si autorizza la cessione di parte dello stipendio, in caso non si riesca a coprire il costo della rata in altro modo.
  • Altra mossa che la banca potrebbe attuare è quella della stipula di una polizza assicurativa a protezione del credito in determinati casi, quali malattia, invalidità permanente o temporanea e perdita del lavoro del titolare del prestito. Si tratta tuttavia di scelte facoltative, che bisogna effettuare tenendo presente il fatto che la stipula di queste polizze porta all’aumento del costo totale del finanziamento.
  • Nel caso di lavoratori dipendenti o pensionati, è possibile accedere a prestiti con cessione del quinto, che sono più facilmente ottenibili perché prevedono la restituzione della rata tramite trattenuta diretta su busta paga e pensione (una procedura che di fatto elimina il rischio di insolvenza). I prestiti con cessione del quinto richiedono come ulteriore garanzia la stipula (obbligatoria per legge) di una polizza assicurativa contro il rischio vita e il rischio impiego.
  • È comunque la banca a decidere quale tipo di garanzia richiedere, in base al rischio che l’operazione comporta e in base anche ai singoli profili dei richiedenti. Non esistono regole ben precise, ecco perché può essere utile informarsi sulle proposte di molte banche e finanziarie e valutare i loro preventivi, grazie a servizi di comparazione online come quello offerto da SuperMoney.
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