Prestiti: cosa fare in caso di mancato pagamento di una rata?

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Cattivi pagatori

Anche per i consumatori più scrupolosi e sempre attenti ad ogni scadenza, in questo momento di crisi può capitare di trovarsi in difficoltà nel pagamento delle rate di prestiti o finanziamenti. Questa guida offre un valido aiuto per capire quale sia l’atteggiamento migliore da adottare in caso di mancato pagamento, oltre che le conseguenze che esso comporta.

  • Nel momento in cui si verifica il mancato pagamento di una rata si è prima di tutto considerati inadempienti nei confronti del creditore. Le possibili conseguenze di questa situazione sono: l’applicazione di un tasso di mora, cioè un aumento degli interessi sul prestito secondo quanto previsto dalle clausole del contratto di finanziamento; l‘inserimento nei registri ufficiali delle Centrali Rischi come cattivo pagatore o come soggetto protestato, un provvedimento che in futuro potrebbe rendere più difficili i rapporti con gli istituti di credito.
  • C’è comunque da tenere presente che l’inserimento tra i cattivi pagatori può avvenire solo dopo 15 giorni dalla spedizione di un “preavviso di iscrizione” al debitore. È dovere della banca infatti informare l’interessato della possibile segnalazione presso una centrale rischi, magari anche dopo aver effettuato un sollecito di pagamento. In questo modo si ha il tempo per saldare la propria posizione.
  • A volte capita anche che la banca, in caso di mancato pagamento, pur trattandosi di una sola rata, possa decidere di sciogliere il prestito, obbligando il cliente al pagamento dell’importo residuo del prestito e di tutte le altre spese ad esso connesse.
  • L’istituto bancario può poi segnalare il mancato pagamento ad un notaio o ad un ufficiale giudiziario, che provvederà a comunicare in forma ufficiale al debitore di adempiere all’obbligo di pagamento. Se anche di fronte a questa segnalazione il pagamento non dovesse pervenire, allora si verrà inseriti nell’elenco dei soggetti protestati.
  • Nel momento in cui si viene inseriti in uno di questi elenchi, come cattivi pagatori o come soggetti protestati, bisogna tenere presente che le banche in futuro concederanno con poche probabilità un prestito a questo tipo di clienti. Tuttavia non è il caso di perdere le speranze, perché esistono prestiti che si rivolgono espressamente ai cattivi pagatori: ne è un esempio la cessione del quinto, che prevede la restituzione della rata tramite trattenuta diretta sulla busta paga o sulla pensione, annullando di fatto il rischio di insolvenza.
  • Le banche possono anche cercare di tutelarsi dal rischio di insolvenza richiedendo, al momento della stipula del contratto, particolari garanzie, come una polizza assicurativa contro il rischio vita o il rischio perdita del lavoro; una garanzia ulteriore può essere la firma di un coobbligato o un fideiussore che si faccia carico del prestito in caso di mancato pagamento da parte del titolare.
  • La cosa più ovvia da fare, comunque, prima di richiedere un finanziamento è accertarsi di poter far fronte ai costi, analizzando con molta attenzione tutte le condizioni previste dal contratto e calcolando con estrema attenzione la rata da sostenere. In questo senso un valido aiuto è quello offerto dal servizio di confronto prestiti on line di SuperMoney, che permette di comparare numerose offerte di prestito delle principali banche e finanziarie, da Findomestic a Prestitempo, da Unicredit a Agos Ducato, e ottenere tutte le informazioni utili ad una scelta pienamente consapevole.

mar 24/01/2012 da Gaia Passi

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