Ponte sullo stretto, il Governo cambia rotta e nega i finanziamenti

La questione del Ponte sullo Stretto di Messina è preda di continui cambi di rotta e ripensamenti: opera controversa per più di un motivo, il Governo ha sempre cercato di difenderla, non solo dagli attacchi di opposizione ed ambientalisti, ma anche di quelli dell’Unione Europea, che solo pochi giorni fa aveva deciso di non stanziare fondi per la sua esecuzione. Ed ecco che, inaspettatamente, l’ultimo (si spera) no per la sua costruzione è arrivato alla fine proprio dal Governo, durante la votazione alla Camera di stamattina.
Una mozione proposta dall’Italia dei Valori per la soppressione dei finanziamenti per questa opera ha infatti ottenuto l’approvazione della Camera: grazie a questa, non saranno più stanziati il miliardo e 770 milioni di euro previsti per la sua costruzione e per la sottoscrizione ed esecuzione dal 2012 di aumenti di capitale della società Stretto di Messina.
La decisione è in netto contrasto con quanto affermato poco più di dieci giorni fa dal Ministro delle Infrastrutture, che aveva dichiarato come il ponte fosse ‘una priorità essenziale per lo sviluppo del sistema dei trasporti dell’Italia‘; il sospetto è che questo brusco cambio di rotta del Governo sia stato deciso per non rischiare di essere battuto alla Camera.
gio 27/10/2011 da Gea Ferraris in Governo, infrastrutture, Ponte sullo Stretto di Messina, Unione Europea.

















