Pensioni: paura del nuovo sistema contributivo

Corsa agli sportelli per chi è vicino alla pensione. Le annunciate modifiche del governo, tra cui la riforma sulle pensioni con sistema contributivo, hanno allarmato molta gente che adesso è corsa ad informarsi per vedere se possibile rientrare di straforo nei canoni del sistema retributivo. Quello che si chiedono tutti i lavoratori in prossimità della pensione è se sia meglio abbandonare la nave immediatamente, se possibile, o continuare a lavorare per qualche altro anno di contributi o magari raggiungere la pensione di anzianità.
La riforma ormai c’è, deve solo esserne accellerato l’iter, come chiarisce Elsa Fornero, ministro del Lavoro, anzi a parer suo è una delle solide basi su cui potrà puntare l’Italia per uscire dalla crisi. Questo è stato comunicato dal neo ministro in una conferenza durante la quale ha parlato anche della Fiat e della sicurezza sul lavoro, sempre ai primi posti in quelli che sono gli interessi del governo.
La cosa che fondamentalmente preoccupa, poi, non è tanto il dover andare in pensione più in là a causa di un innalzamento della soglia minima d’età ma è l’eventualità di un assegno più leggero se si passerà al sistema contributivo pro rata o, addirittura si teme in un possibile blocco delle pensioni di anzianità.
Il passare al contributivo lascerà invariati i contributi fino ad allora versati però porterà comunque ad una diminuzione dell’assegno mensile che si aggirerebbe tra i 10 e i 60 euro mensili in media.
Certo, i dati indicano che le domande per le pensioni di anzianità sono nettamente in calo ma, a quanto pare, non è la mancanza di voglia di lavorare o il desiderio di andare in pensione a dettar legge: è lo stato di crisi che traccia le linee comportamentali anche in questo settore.
gio 24/11/2011 da Marcello De Filippis in contributi, pensione, Pensioni.

















