Pausa pranzo al lavoro o al parco: il cibo si porta da casa

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La pausa pranzo al lavoro, al parco, su una panchina ma non al ristorante. Il cibo si porta rigorosamente da casa e si iniziano ad evitare pause pranzo al bar e i menu fissi che comunque difficilmente scendono sotto gli otto-dieci euro. Negli uffici ci si organizza e si creano salette pranzo dotate di frigorifero, fuochi o semplicemente di un microonde e si mangia direttamente sul tavolo del lavoro, magari dando un’occhiata alla propria pagina di Facebook o alla propria posta personale.
Un panino, un insalata, una pasta da riscaldare, una pizza presa in comune con i colleghi: l’importante è risparmiare. Il fronte del no pausa pranzo poi è sempre in aumento: chi si mangia in fretta uno yogurth o un piatto veloce e poi si fionda in palestra o in piscina per tentare di fare un po’ di sport anche nel periodo invernale.
Le ristrettezze comunque impongono di tagliare le spese accessorie visto che, anche quanto i ticket restaurant ci sono, il pranzo non è mai pagato interamente e si deve aggiungere di tasca propria 3-4 euro.
Federconsumatori ha rilevato che il costo medio di un pranzo con menu fisso è di quasi 12 euro e si intende un pasto formato da un primo, un dessert, un caffé e un acqua. Questa cifra moltiplicata per tutti i giorni di lavoro arriva a 262 euro in un mese lavorativo: si può ben vedere come un quarto dello stipendio si volatilizzi per mangiare. I prezzi poi sono in continua crescita è si spende in media l’8% in più soltanto rispetto all’anno scorso. Guardando al dato decennale invece la crescita della spesa per mangiare a pranzo durante il lavoro è stata del 116%: all’epoca si spendevano in media 5 euro e 53 centesimi, cioè sostanzialmente quanto ancora oggi le aziende danno di ticket pasto.
Se poi pensate di saltare integralmente la pausa pranzo state attenti: pare faccia ingrassare…
sab 06/11/2010 da Massimo Potenza in Pausa pranzo.


















CErto ceh se poi i menu medi costano 10 euro…