Partita Iva, regime dei minimi addio per 500 mila contribuenti

Anche il popolo delle partite Iva piange miseria dopo le manovre finanziarie varate dal Governo a luglio ed agosto: scomparirà infatti per molti lavoratori, a causa delle norme previste, il regime dei minimi che consentiva agevolazioni fiscali a piccole imprese ed esercenti.
Avevamo già anticipato che sarebbero aumentate le tasse con la Finanziaria per chi era in possesso di una partita Iva, ed oggi il Sole 24 Ore fornisce anche le prime stime sul provvedimento: sono infatti 500 mila tra lavoratori autonomi, professionisti e piccoli esercenti ad essere costretti a dire addio al regime fiscale agevolato, circa il 96% del totale. Anche per ovviare a questo aumento sostanziale del prelievo fiscale, il Governo ha concesso una sorta di wild card, garantendo alle attività con basso livello di ricavi, quantificato in un importo non superiore ai 30 mila euro annui e con investimenti non oltre i 15 mila euro nel triennio, la possibilità di entrare o restare sul mercato, accontentandosi di un prelievo minore.
Teoricamente, i cambiamenti previsti nella manovra serviranno ad agevolare l’imprenditoria giovanile e le nuove attività produttive, garantendo l’accesso al regime agevolato a chi ha aperto un’attività prima del 2008, con un limite temporale di 5 anni, e un allungamento dei tempi previsto solo a chi non avrà ancora compiuto 35 anni. La motivazione è proprio quella di evitare che il recinto del regime dei minimi si trasformi in un limite alla crescita dimensionale, ma i fortunati che potranno godere di tale agevolazione potrebbero essere solo poche migliaia.
lun 03/10/2011 da Giulio Ragni in Governo, manovra finanziaria, partita iva.

















