Licenziamento ingiusto: ecco come rispondere legalmente

Il licenziamento è un qualcosa di negativo per chiunque, se poi questo è illegittimo, diventa veramente arduo da superare e fa sperare vivamente che giustizia venga fatta. Esistono infatti dei canali da utilizzare per far sentire la propria voce, in modo che non si sia vittime di questo sopruso.
Il primo passo da compiere è richiedere la copia della lettera in cui sono evidenziati i motivi che hanno portato al licenziamento, in modo da escogitare una strategia partendo su ciò che i datori di lavoro hanno trovato di sbagliato in noi e cercare di contestare su tutta la linea ciò che c’è scritto.
Bisogna infatti prendere tempo e studiare a fondo il caso per preparare un attacco adeguato e non fuori luogo, un qualcosa che colpisca nel segno e metta il datore di lavoro nella condizione di ammettere il suo errore.
Dopo aver avuto la brutta notizia, è utile prendersi dei giorni di ferie, per poter con calma studiare una strategia di riscatto. Nel frattempo aspettiamo con ansia a casa la lettera che abbiamo richiesto.
Una volta arrivata è utile leggerla più volte, e poi rispondere per iscritto al datore di lavoro tramite raccomandata, chiedendo spiegazioni sul licenziamento. E’ un vostro diritto, e il datore di lavoro è obbligato a rispondere.
Nella lettera specificare che desideri avere una risposta entro 5 giorni, e che ti rivolgerai ad un avvocato se la risposta non sarà celere.
Ricordatevi che si hanno 60 giorni per impugnare il licenziamento, quindi non tergiversate troppo ma agite.
Conciliazione al DPL
Trascorsi 60 giorni l’avvocato può spedire un tentativo di conciliazione alla DPL, cioè la Direzione Provinciale del Lavoro della tua Provincia, che convocherà, dopo 60 giorni di deposito della propria richiesta, il datore di lavoro e il lavoratore per un tentativo di conciliazione.
Il più delle volte si trova una soluzione in questa fase, altrimenti il tutto passerà per via legale, ed è quindi a totale appannaggio del vostro legale, che inoltrerà una richiesta al giudice di riferimento.
lun 08/08/2011 da Christian Vannozzi in conciliazione, licenziamento.

















