Liberalizzazioni professioni: le problematiche sollevate dai professionisti

Con la manovra Salva Italia e con i successivi emendamenti in fase di approvazione sono state introdotte tutta una serie di riforme da attuare e tra queste quelle più chiacchierate riguardano le liberalizzazioni. Tali liberalizzazioni stanno lasciando col fiato sospeso molte persone poiché incerti sono gli scenari che potranno affacciarsi nel quotidiano per coloro che già lavorano, i più preoccupati ed indisposti, e per coloro che invece devono ancora affacciarsi al mondo del lavoro.
Tra tutte le liberalizzazioni che muovono le proteste delle lobby che non vogliono vedere alterata la situazione attuale, quella che più desta preoccupazione e dubbi è la liberalizzazione delle professioni. Tale provvedimento andrà a sconvolgere, sicuramente in positivo, quello che è il mercato d’oggi poiché si parla di ritocchi agli ordini professionali e delle modalità di accesso alle professioni.
Sono stati alterati alterati anche i requisiti e le procedure per i tirocini formativi che serviranno per espletare tutte le formalità per l’accesso al mondo del lavoro; sono stati ritoccati consentendo un più rapido e formativo percorso già in ambito universitario, a differenza di quanto accade ora che bisogna terminare prima il percorso di studi e poi andare avanti con il tirocinio facendo perdere ulteriormente tempo ai giovani che dovrebbero avere maggiore facilità nell’ingresso in questo mondo vista la durata complessiva prevista di 18 mesi.
Questo tirocinio ridotto, in molti casi, secondo alcuni è cosa buona poichè permetterà una formazione migliore e stringente rispetto a delle inutili perdite di tempo che rallentano solo l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, per altri invece si tratta di una mossa che andrà a limitare l’apprendimento delle necessarie tecniche per espletare al meglio la professione.
Inoltre problema da molti sollevato riguarda il pagamento di rimborsi spese per i tirocinanti che, secondo i più, limiterà la possibilità per i giovani di entrare a fare pratica in uno studio professionale. Ma le polemiche riguardano anche gli studi: l’ingresso di soci di capitale nelle società lascia scontenti molti anche se la maggior parte dei professionisti vede di buon occhi tale inserimento di soci non professionisti poichè un apporto maggiore di capitali non può che potenziare l’attività dello studio, a maggior ragione se il socio di capitale potrà avere solo una percentuale limitata della attività.
gio 01/03/2012 da Marcello De Filippis


















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