Lavoro part-time: un fenomeno sempre più diffuso in Europa

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Contratti part-time in aumento

Tempi di crisi, il lavoro sembra essere di meno e il tasso di disoccupazione non accenna a diminuire; a inasprire il quadro vi è poi la situazione inerente il lavoro precario, i contratti atipici che sembra tutelino solo le aziende lasciando i lavoratori nell’incertezza del domani; poco spazio, invece, si concede ad una forma di contratto sempre più diffusa ma che stenta a mettersi in luce: stiamo parlando del lavoro part-time; a segnalare il rapido diffondersi in Europa di questa forma contrattuale è un’indagine di Eurofound, la fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro; i risultati, dunque, parlano chiaro: in Europa un lavoratore su cinque è assunto con un contratto part-time.

Se fino a poco tempo fa, quindi, il lavoro part-time sembrava essere preso poco in considerazione, oggi è una realtà che incide fortemente sui processi produttivi delle imprese europee; tra i meriti di questa forma contrattuale c’è quello di consentire di poter lavorare a chi per diverse ragioni non potrebbe altrimenti svolgere attività lavorativa; in particolare a trarre benefici dalle ore di lavoro ridotto è la donna con figli a carico; ma vi è anche un altro aspetto interessante; infatti spesso si associa alla figura del lavoro part-time un’attività lavorativa con mansioni limitate e prive di responsabilità; ebbene, dall’indagine di Eurofound è emerso che sempre più spesso ad avere un contratto part-time sono manager e in generale figure di grande responsabilità.

Per quanto concerne il nostro Paese, si è avuto un incremento dei contratti part-time negli ultimi dieci anni dal 7,9% al 14,3%; in Germania l’incremento è stato invece pari al 19% mentre in Svezia si è raggiunto un aumento del 19,7%.

La diversa diffusione di questa tipologia contrattuale trova riscontro in diversi fattori a seconda del Paese esaminato quali, ad esempio, le struttura riservate all’infanzia che, a seconda del grado di sviluppo consentono alle mamme un orario lavorativo più o meno lungo compatibilmente con le necessità familiari; ma a pesare vi sono tanti altri elementi di tipo normativo, culturale ed economico; quel che comunque è certo è che la diffusione trova un riscontro generale che sembra trovare sempre maggiore consenso tra i lavoratori e le aziende.

dom 20/02/2011 da Ivan Pappalardo in part time.

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