Lavoro part-time: la decisione spetta sempre al datore di lavoro

La scelta del lavoro part-time non è mai solamente relativa ad una volontà del lavoratore, la deve essere una decisione proveniente sempre dall’imprenditore a capo della società.
A stabilirlo è stata la Cassazione con la sentenza di oggi n. 9769 in relazione al ricorso di una banca contro la Corte di appello di Ancona che aveva invece riconosciuto il diritto del part-time al dipendente.
Secondo la Corte di Ancona, infatti, il ricorrente era in una situazione particolarmente disagiata, poichè aveva dei problemi di salute, contesto ben più complesso da gestire rispetto a quello di alcuni colleghi che il part-time lo avevano avuto concesso.
I giudici della Cassazione hanno, quindi, chiarito che è compito esclusivamente del datore di lavoro decidere se la società ‘abbia bisogno di prestazioni a tempo parziale e se le richieste avanzate in tal senso dai dipendenti rispondano alle esigenze aziendali medesime’.
Tuttavia, qualora si decida verso una risposta favorevole, la decisione di concedere la trasformazione del contratto in part-time non è più discrezionale, ma deve seguire i criteri stabiliti dagli accordi integrativi aziendali.
Per cui, il lavoratore, può avanzare delle proposte di risarcimento qualora si rendesse conto che le modalità di esercizio da parte del datore di lavoro nel potere di decidere quali persone ed in che situazioni concedere il part-time non fossero applicate propriamente.
gio 12/05/2011 da Serena Lena in cassazione.

















