Lavoro part time: in Europa il 20% è a tempo parziale

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Part Time

Lavoro precario e part time: in Europa, oggi, un lavoratore su cinque ha un contratto a tempo parziale. Nella maggior parte dei casi si tratta di lavoro femminile, ma talvolta il fenomeno lavoro part time riguarda anche figure manageriali: secondo Eurofound, fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, in Olanda il fenomeno è diffusissimo. Ben il 48,3 per cento dei lavoratori è assunto a tempo parziale. In Italia, come siamo messi? Il part time è concentrato in poche aziende, che lo adottano come prassi. Ma da cosa dipende tale eterogeneità di risultati?

In Europa il part time è diffusissimo, in Italia un po’ meno. Le ragioni sono da ricercarsi in fattori contestuali all’ambiente di lavoro:

- accesso ai servizi di assistenza all’infanzia in termini di qualità e prezzo
- differenze culturali sugli orari di lavoro.
- differenti normative.

Il part time riguarda prevalentemente il sesso femminile. In Europa infatti il numero di donne inquadrate in ambito part time è di parecchio maggiore rispetto a quello maschile. In Olanda ad esempio tre donne su quattro lavorano con il part time, mentre per gli uomini la percentuale è uno su quattro.

In Italia il part time rappresenterebbe un’ottima leva occupazionale per oltre la metà delle donne inattive e senza lavoro. Un reddito netto fra i 501 e i 1.000 euro al mese sarebbe infatti graditissimo per la maggior parte delle inoccupate.

Che dire di profili professionali di alto livello? Il part time non è più tabù neanche per manager e dirigienti. Secondo Eurofound molte aziende hanno affermato che nello staff direzionale sempre più figure sono inquadrate con contratto a tempo parziale. I settori più propensi a tale soluzione sono quello dell’intermediazione finanziaria, sanitario, immobiliare e dei servizi. Come area aziendale quello delle risorse umane è l’ambito più orientato al part time.

Ma quali sono i pro e i contro del part time? I vantaggi sono:
- impatto positivo sul tasso di occupazione
- favorisce l’occupazione femminile
- flessibilità per i datori di lavoro
- miglior equilibrio con la vita privata per i lavoratori part time.

Gli aspetti negativi riguardano invece:

- minore retribuzione oraria,
- minori opportunità di progressione.

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