Lavoro nero e contratti atipici si concentrano al sud

Uno studio sul mondo del lavoro, pubblicato sulla Rivista Economica del Mezzogiorno della Svimez, mostra che il lavoro nero e i contratti atipici sono diffusi soprattutto nel sud Italia.
Secondo la ricerca, il mercato del lavoro al sud è caratterizzato da un elevato ricorso al lavoro sommerso, dall’uso eccessivo dei contratti atipici e dai ridotti investimenti in ricerca e sviluppo.
Le regioni del sud sono caratterizzate oltre che da elevati tassi di lavoro nero e anche da un costo del lavoro sensibilmente superiore rispetto alla media nazionale. La Puglia è la regione del sud meno interessata al fenomeno del lavoro sommerso, l’indice di irregolarità in tale regione si attesta intorno al 16,4% . Calabria e Sicilia sono le regioni in cui l’irregolarità nei contratti di lavoro secondo l’indagine sono rispettivamente del 26,4% e 21,4%, seguite da Basilicata, Campania, Sardegna e Molise dove il tasso di lavoro nero è superiore al 19%.
Differente è il mercato del lavoro nelle regioni settentrionali caratterizzate da un tasso ridotto di contratti di lavoro flessibili e da un basso ricorso al lavoro irregolare. Secondo l’indagine Svimez, le regioni meno interessate dal lavoro sommerso sono: Piemonte, Veneto, Friuli, Lombardia, Toscana, Umbria, Marche, Lazio ed Emilia-Romagna con tassi compresi tra l’8,5% e il 12%.
lun 22/02/2010 da Fulvio Pennacchio in contratti di lavoro atipici, lavoro nero.

















