Lavoro e crescita professionale: ormai a 45 anni sei già troppo vecchio

Nel mondo del lavoro si è vecchi già a 45 anni! Uno studio sulle discriminazioni a livello aziendale portato avanti dallo Sda Bocconi spiega come vengono visti i lavoratori dai responsabili aziendali del personale e dalle società di selezioni risorse e quanto emerge mette in risalto come per i datori di lavoro le risorse umane che superano i 45 anni sono da considerare vecchie.
Andando ad analizzare quelle che potevano essere le fonti di discriminazione all’interno delle aziende italiane è risultato essere dunque il fattore età il problema principale contrariamente a quanto si poteva inizialmente pensare in merito a discriminazioni razziali o sessiste. I lavoratori con più di 45 anni si sentono inascoltati dai dirigenti e i dati esaminati non fanno che confermare tali sensazioni poiché si nota come le carriere trovano il loro apice al di sotto dei 40 anni con calo di investimenti nella formazione e promozione del personale superiore per anagrafica a tale soglia.
Ma quali sono le motivazioni di tale fenomeno? Si pensava inizialmente fosse la presenza dei giovani, maggiormente agguerriti rispetto a chi un lavoro già lo ha e con dimestichezza nettamente superiore rispetto ai target più elevati di età con le tecnologie in costante sviluppo e perfezionamento ma probabilmente la causa principale per la quale, prima della riforma sulle pensioni del governo Monti, si è proceduto con il favorire l’uscita degli over 45 dalle aziende con prepensionamenti è quella relativa alla differenza di stipendi: lo stipendio di un lavoratore maturo è certamente più alto per le aziende rispetto a quello di un giovane neo-assunto!
Per tutte le tipologie di lavoro si assiste quindi ad un abbattimento dell’età lavorativa preferita e sulla quale si punta maggiormente per portare avanti una formazione interna, una specie di crescita in casa, che spesso inizia, per quanto non si potrebbe, andando a mettere paletti alla assunzioni in base all’età anche per quei lavori dove effettivamente l’età o la qualifica e il titolo di studio non sono influenti.
gio 09/02/2012 da Marcello De Filippis in mercato del lavoro.


















Umberto scrvie:Bene Presidente! La grande industria va tutelata e aiutata. Ci sono 5 mila famiglie che lavorano la! La Fiat e la storia di questo Paese ed e il cuore economico del Lazio.Saluti e buone feste.Umberto