Laureati in Italia tra crisi economica e precariato

Fonte: Almalaurea
La crisi economica affligge tutti. Anche per gli studenti italiani, laureati e non, sono tempi duri. Nonostante i laureati sulla carta dispongano di mezzi e possibilità rispetto a non laureati, i dati sulla loro effettiva occupazione e sugli stipendi creano sconcerto. Il lavoro nero è preponderante, e l’appartenenza ad una classe sociale da basso reddito preclude troppo spesso ogni velleità di studi e carriera. AlmaLaurea ha condotto un’indagine sulla condizione occupazionale dei neolaureati e mette in luce uno scenario davvero poco incoraggiante. Su 400 mila ragazzi intervistati i dati emersi rispecchiano una società giovanile scoraggiata e sfiduciata.
Il 16,2 per cento dei laureati con laurea breve è drammaticamente disoccupato o precario a distanza di 12 mesi dalla laurea. I laureati si impiegano meglio dei diplomati con un tasso di occupazione superiore dell’11% rispetto ai diplomati.
I diplomati sono coloro che soffrono più di tutti della crisi. Ma quali sono le lauree migliori in termini di sbocchi occupazionali?
Il percorso statisticamente migliore per trovare lavoro è Economia. La peggiore è biologia. Dopo tre anni dal conseguimento del titolo di laurea 3 quarti dei laureati hanno trovato un impego. Chi esce da percorso medico e professioni sanitarie nel 98 per cento dei casi trova subito occupazione, mentre i laureati del gruppo economico-statistico e architettura trovano lavoro nell’86 per cento, contro l’84,7 per cento di chi studia ingegneria. Maglia nera a chi si laurea in materie geo-biologiche: metà resta senza lavoro anche a distanza di molti mesi dalla laurea.
Che dire del precariato? Gran parte dei contratti di lavoro per i giovani sono atipici: part time, a progetto, a termine sono i più diffusi inquadramenti contrattuali per i giovani studenti che si affacciano nel mondo del lavoro. Capitolo nero gli stipendi: la retribuzione percepita consente a stento la sopravvivenza. Non certo per vivere da ‘adulto’. Caduta del potere di acquisto per coloro che sono laureati con laurea specialistica è del 10 per cento. Cosa fanno le aziende per i giovani laureati italiani? Troppo poco. In alto una tabella sui tassi di occupazione, disoccupazione e stipendi mensile netta parametrata in base al costo della vita diffusa da Almalaurea.
Non sorprende dunque il fenomeno ‘fuga dei cervelli’. Tra i laureati specialistici coloro che hanno scelto un impiego all’estero sono stati il 4,5 per cento del totale. Il rango familiare conta tanto: se la famiglia è benestante tutto è più semplice, se no bisogna mettersi in discussione e optare per l’estero. E’ indiscutibile: per i giovani neolaureati lavorare fuori dall’Italia e condizioni spesso sono migliori. I trasferiti all’estero guadagnano mediamente 1.568 euro, mentre per coloro che scelgono l’Italia la media è 1.054 euro. Generazione mille euro, non è solo un film ma una dura realtà.
lun 07/03/2011 da Fulvio Pennacchio in Almalaurea, contratti, crisi, giovani, laureati, occupazione, precariato.

















