Il debito pubblico italiano è alle stelle, ma a chi conviene comprarlo?

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Comprare il debito pubblico: favore alle banche o benificio per l'Italia?

Il debito pubblico italiano è a livelli storici e sembra voler continuare la sua corsa verso il tracollo del paese. Non servono o almeno non bastano gli appelli a ricomprare il debito nazionale rivolti ai cittadini, come quello portato avanti da Giuliano Melani sulla pagina del Corriere della Sera. Certo, dopo tale esortazione, in molti si sono fatti avanti: Italo Bocchino, parlamentare di Futuro e Libertà, ha sottoscritto titoli di Stato per 20.000 euro così come l’ex presidente del Senato Franco Marini e c’è stato anche chi ha investito cifre decisamente più elevate.

Ci sono state così tante adesioni da parte dei deputati che qualcuno ha anche proposto di liquidare le indennità parlamentari in titoli di Stato per i prossimi 5 anni. Tutto ciò con forte entusiasmo da parte dei grandi banchieri, perché le banche attualmente hanno in carico una elevatissima percentuale di quella che è la totalità dei titoli di Stato disponibili sul mercato.

Di questo anzi, di più pesante avviso è anche Vittorio Malagutti che, sul Fatto Quotidiano, descrive l’appello ad acquistare Btp come una truffa. Le banche, negli ultimi due anni e nella maggior parte dei casi, hanno investito parecchio sui titoli di Stato per far quadrare i propri conti ma adesso si è arrivati ad un livello limite e c’è necessità di disfarsene e quindi non vi è miglior mezzo che cederli alle famiglie italiane o ad investitori istituzionali spingendoli a contribuire al risanamento economico del proprio paese.

Ciò che viene messo in dubbio, quindi, è quale ritorno potrebbero avere i cittadini nel portare avanti una simile operazione. Quello che si cerca di far capire, attraverso diversi mezzi ma soprattutto tramite le riviste specializzate e la voce degli esperti, è che una operazione del genere permetterebbe di lasciare il patrimonio degli italiani in Italia!

Risanare il debito pubblico o parte di esso con soldi ed investimenti stranieri vorrebbe dire mettere soltanto una pezza provvisoria ad una situazione che presto si ripresenterebbe più violenta di prima. Molti imprenditori dello stesso parere hanno risposto agli appelli lanciati e anche a livello istituzionale sembra esserci stato gradimento per tale propensione all’acquisto che si spera lasci intravedere uno spiraglio di successo delle operazioni di salvaguardia del patrimonio italiano.

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Jeppe
Jeppe 9 novembre 2011, 21:17
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Necessità di disfarsene e quindi non vi è miglior mezzo che cederli alle famiglie italiane,per poterli fregare una volta in piu!!!!Dovrebbero pagarlo gente come questi che hanno contribuito ad arrivare ha questo punto.
Carlo Puri Negri, amministratore delegato di Pirelli Re, stipendio da 14 milioni di euro l’anno.
Claudio De Conto, direttore generale di Pirelli, oltre 7 milioni di stipendio l’anno.

Marco Tronchetti Provera, presidente Pirelli, stipendio di 5 milioni e 600 mila euro l’anno.
Luca Cordero di Montezemolo, presidente Ferrari, oltre 5 milioni di stipendio annui
Sergio Marchionne, a.d. Fiat, stipendio da 4 milioni e 900 mila euro.
Pier Francesco Guarguaglini, a.d. di Finmeccanica. 4 milioni e 700 mila euro annui.

Alessandro Profumo, a.d. di Unicredit, 4 milioni e 300 mila euro annui.
Paolo Scaroni, a.d. di Eni, stipendio annuo di 4 milioni e 200 mila euro.

Corrado Passera, a.d. di IntesaSanpaolo, 3 milioni e 800 mila euro di stipendio
Questi saranno anche ha rischio poverta!!!!!alla pirelli basta lavorare una settimana all’anno e sei sistemato,alla fiat devi lavorare almeno un mese,proviamo ha fare domanda !!!!!E chissa la pensione come sara’.
E aggiungiamo anche questi??
La politica in Italia costa oltre 23 miliardi di euro all’anno, secondo i dati del Sole 24Ore. Praticamente mezza manovra Tremonti.
E se non bastasse AlessandroAProfumo e indagato per una mega truffa di svariati milioni.C’e lo sbolognano ha noi forse??

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Jeppe
Jeppe 9 novembre 2011, 21:32
VN:F [1.6.5_908]
+2 Punti

Unicredit, che vede il gruppo bancario sotto inchiesta per una frode fiscale da 245 milioni di euro, nonché il suo ex amministratore delegato Alessandro Profumo indagato per ‘dichiarazione fiscale fraudolenta mediante altri artifici .Ecco cosa ci vorrebbe per questa gentaglia ma credete che finira dentro! neanche per sogno lo faranno ministro dell’economia(la sua pero come sempre)E dentro ci finira quel tale che ha rubato l’ovetto kinder .
Istituzione della CERTEZZA DELLA PENA (Per ogni reato la pena sarà una e certa, eventuali aggravanti o condotte non eccellenti in carcere aumenteranno il periodo detentivo ma non lo diminuiranno. In nessun caso.)
Introduzione dell’OBBLIGO LAVORATIVO per i detenuti. Per tutta la durata della pena dovranno lavorare e il loro compenso verrà accantonato dallo Stato fino alla scarcerazione. I compensi saranno accantonati SEMPRE al netto del risarcimento dell’eventuale danno più il pagamento di eventuali ammende.
Istituzione Prima sanzione comminata dall’Agcom fissata al 25% del fatturato dell’anno precedente, da pagarsi obbligatoriamente entro un anno dalla notifica. In caso di mancato pagamento la responsabilità penale ricadrà sugli organi amministrativi della società multate.

Se in Italia si cominciasse ad applicare la giustizia tutto sto marciume non ci sarebbe piu’ e forse potremo tornare ha girare per le strade senza paura di essere scippati derubati ammazzati,e le ragazze violentate,e essere tranquilli almeno in casa tua.

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