I paradisi fiscali fanno risparmiare a Google 3 miliardi di tasse

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Paradisi fiscali Google risparmia tre miliardi di tasse

Ricorrere a paradisi fiscali dove esistono regimi di tassazione più bassi per pagare meno imposte. E’ una pratica, certamente sul piano legale corretta ma forse un po’ meno corretta sul piano etico, che fanno tute le grandi aziende. Google non è da meno e trasferendo le sue sedi fuori dal territorio statunitense è riuscita a risparmiare oltre tre miliardi di tasse che avrebbe dovuto versare ad aliquota molto più elevata al fisco americano. Fisco che si sa non è certo di manica larga come il nostro nel tolleare anche il minimo sbandamento rispetto alle regole.

I dati sono stati calcolati da Bloomberg secondo la quale Google verserebbe alle casse dello stato Usa poco meno del 2,5% del proprio reddito quando la tassazione Usa prevede invece di versare il 35% del fatturato in tasse. Per noi italiani leggere una cifra del 35% quando paghiamo anche il 47-48% di tasse suona già paradisiaco ma evidentemente per la politica del profitto quei soldi da lasciare al welfare americano, al pagamento delle scuole e della polizia, è meglio tenerselo stretto nei propri forzieri o utilizzarlo per staccare corposi dividendi da distribuire ai propri azionisti.

Il dato del 2,5% è relativo al 2009 perché solo l’anno precedente la multinazionale Usa versò dieci volte tanto, il 22%. In soli tre anni i commercialisti di Google sono riusciti a far risparmiare il pagamento di tre miliardi di dollari di tasse. Il sistema è molto semplice ed è utilizzato anche da Facebook, Microsoft e altri colossi del settore: si crea una filiale in qualche paradiso fiscale, l’Irlanda, l’Olanda, il Lussemburgo, le Bermuda, Antigua dove la quota da pagare di tasse sul reddito è la metà o anche meno di quanto si versa negli Stati Uniti. Il noto economista Kimberley Clausing ha calcolato che i soldi spostati nei paradisi fiscali fanno perdere allo stato americano più di 60 miliardi di dollari ogni anno. Ma se poi molti di questi furbetti staccano assegni milionari alle campagne elettorali dei vari candidati Usa c’è veramente molta voglia di costruire politiche più restrittive contro i paradisi fiscali?

sab 23/10/2010 da Massimo Potenza in Google, paradisi fiscali.

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Jeppe
Jeppe 11 agosto 2011, 19:16
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loro possono farlo il denaro fa la guerra,se provassimo noi comuni mortali nei paradisi fiscali ti prenderebbero a calci in culo,poi quando sentono un minimo sentore di crisi licenziamenti o cassa integrazione,a quel punto perche non fanno pagare a quei paradisi fiscali,no certo deve pensarci il governo quindi dove li prendonoììindovina un po.Allora quando mi rende paradisi fiscali ,altrimenti vado a battere cassa ,in Italia non e che stiamo tanto meglio straordinari tre turni poi quando il magazzino e pieno zeppo di macchine fuori dalle pa…lle non mi servi piu cassa integrazione,quindi anche se non conpri qul prodotto lo hai gia pagato.

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