Governo Monti: le possibili nuove manovre finanziarie

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Governo Monti: le possibili nuove manovre finanziarie

L’esecutivo guidato da Mario Monti, nuovo presidente del Consiglio, a breve illustrerà quali saranno le riforme da attuare ed i passi da seguire per dare una significativa spinta all’economia italiana. Il nuovo governo, formato da manager e professori, sicuramente andrà a lavorare su quelli che sono i punti dibattuti già a Bruxelles dall’ex presidente Silvio Berlusconi e richiesti dalla Bce ovvero pensioni di anzianità, ici, privatizzazione e leggi per assunzioni e licenziamenti ma, essendo governo tecnico, molte potrebbero essere le novità che ci attendono.

Sta di fatto che le novità in questione o lo studio di quei punti già accertati preventivamente dovranno essere portati all’esame dell’Eurogruppo il 29 novembre e, nonostante le stime dei costi che si aggirano sui 25 miliardi di euro, tra costi per gli interessi dovuti al fenomeno spread e mancata crescita, resta possibile una discussione sul pareggio di bilancio. Ma andiamo a vedere quali saranno i punti principali trattati in questi giorni, prima della presentazione alla UE dei vari studi di fattibilità:

  • Previdenza: su questo lavorerà la neo ministra del Welfare Elsa Fornero che, in base a quelle che sono state le richieste dall’Unione Europea, punterà alla introduzione di penalizzazioni e premi in base al periodo di uscita dal mondo del lavoro; questo fino all’abolizione totale della pensione di anzianità entro il 2015.
  • Lavoro: questo è uno dei punti focali di tutta la questione, infatti da una parte si trovano le necessità di maggiore rigidità in uscita per quanto riguarda i precari e dall’altra la necessità di licenziamenti facili nel settore privati così come le garanzie per gli statali in mobilità.
  • Liberalizzazioni: altro punto fondamentale per la ripresa economica italiana riguarda le liberalizzazioni delle professioni di cui già alcuni provvedimenti conosciamo, come l’abolizione della tariffa minima degli ordini professionali e la possibilità di costituire società di capitali tra professionisti, ma altre saranno le riforme per rilanciare la competitività delle imprese.
  • Privatizzazioni: grande slancio al risanamento del debito pubblico sarà dato da alcune mosse come la dismissione di immobili dello Stato, comprese quelle appartenenti a enti locali, oltre alla cessione di quote delle principali aziende statali come Rai, Eni, Enel e Poste Italiane.
  • Evasione: continuerà la lotta all’evasione mediante la tracciabilità, soprattutto, oltre che analizzando maggiormente nel dettaglio quello che viene chiamato iva-gap, ovvero la differenza tra gli scambi effettivi e l’iva raccolta.
  • Fisco: ritorno dell’ici in primis sulla prima casa, una mossa che potrebbe riportare nelle casse statali un gettito da 3,5 miliardi di euro; inoltre tra il 2012 e il 2013 scatteranno l’Imu sulla seconda casa e la Res su tutti i residenti più una eventuale revisione del federalismo.

Un mix di riforme, quindi, che dovrebbe fare da apripista alle misure per l’innovazione, lo sviluppo e il ripristino dell’economia italiana.

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Jeppe
Jeppe 18 novembre 2011, 20:45
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Speriamo aumentino la benzina.

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