Giappone, il diavolo veste Prada: licenziati i dipendenti brutti

  • Commenti (1)
  • Email
  • Condividi

Una scenda de 'il diavolo veste prada'

Sembra lo scenario del film ‘Il diavolo veste Prada’, ma è in realtà un serio contenzioso legale che rischia di compromettere inesorabilmente l’immagine di Prada in Giappone. Il celebre brand di moda italiana è accusato di mobbing, molestie e discriminazioni sul lavoro, dall’ex direttrice generale del gruppo in Giappone: Rina Bovrisse.

Il gruppo Prada ha cercato la mediazione ma l’ex manager, che fino allo scorso novembre dirigeva circa 500 dipendenti nei 40 negozi di Prada sparsi nel paese del Sol Levante, ha dichiarato nuove azioni legali contro la casa di moda milanese.

Alla base di tutto un ordine perentorio: licenziare 15 membri dello staff perché ‘brutti, vecchi e grassi e troppo lontani dallo stile Prada’.

L’amministratore delegato di Prada avrebbe intimato alla manager che se voleva continuare a lavorare per il marchio italiano ‘doveva cambiare pettinatura e soprattutto dimagrire’.

E avrebbe aggiunto: ‘Si vergognava della sua bruttezza e non voleva che i visitatori provenienti dall’Italia la vedessero’.

Come riporta il sito del Japan Times, una prima denuncia contro l’azienda è stata presentata dalla Bovrisse lo scorso dicembre al tribunale distrettuale di Tokyo: la dirigente non solo invocava il risarcimento per lo stress emotivo subito, ma anche la reintegrazione nel suo ruolo.

Dopo aver ‘disubbidito’ agli ordini dell’amministratore delegato, la Bovrisse sarebbe prima stata retrocessa di livello e poi le sarebbe stata imposta una sospensione temporanea dal lavoro.

La strada della mediazione ha avuto scarsi risultati, fino alla recente decisione: l’azienda italiana ha licenziato la Bovrisse per le sue ‘false accuse nei confronti della società.

Il tribunale giapponese ha respinto tutte le accuse della dipendente e ha confermato che il licenziamento della signora Rina Bovrisse è perfettamente legale: questo è quello che afferma in una nota il Gruppo Prada in Giappone.

Pronta la reazione della manager silurata: ‘Sto raccogliendo nuove testimonianze e presenterò una denuncia dettagliata il più presto possibile. Il mio dovere è proteggere le donne che lavorano duro e fare in modo che possano lavorare in un ambiente sicuro’.

Secondo l’ex manager sono molte le persone accusate di essere ‘brutte, vecchie e grasse’ dall’amministratore delegato, e gran parte di loro sono state dapprima retrocesse di livello e poi licenziate.

Vediamo come andrà a finire.

lun 15/03/2010 da Fulvio Pennacchio in giappone, mobbing, Prada.

Commenti (1)

Inviami una e-mail quando ci sono altri commenti


Pubblica commento
Christina
Christina 7 maggio 2012, 20:37
VA:F [1.6.5_908]
0 Punti

hi, GC:You either exgaterage the case to finish your paper or don’t understand Chinese phenomena really. Those who work in international companies had a English name because it is a part of requirement from administration. A few (or few) may develop such an identity later through working in the top 500 companies proudly, but the majority use it to make communications with foreigner bosses easier. They don’t fully take their English seriously. If they use their English after work while interacting with Chinese, they might be called Zhuangbi (装逼). Just like English, few Chinese are really amazed by such a language, but learn it to get a better job and make more money since it is the international business language.So, no need to be so confident in your culture.

Rispondi Segnala abuso
SEGUI TUTTOGRATIS

© 1998-2012 Trilud S.p.A. - P.iva: 13059540156 - Tutti i diritti riservati

Tuttogratis.it, testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano n° 314/08