Fumo passivo in ufficio: ci sono risarcimenti?

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Sono previsti risarcimenti per chi per anni ha dovuto respirare fumo passivo in ufficio? Pare di sì leggendo quanto ha stabilito la Corte d’appello di Catania. La decisione è avvenuta dopo il ricorso di un geometra assunto dal comune di Catania che è riuscito ad ottenere in tribunale il riconoscimento dell’inabilità permanente del 47%. La motivazione? Aveva dovuto lavorare a stretto contatto di un collega che fumava e la vicinanza con il fumatore si era protratta per tutta la vita lavorativa. Un trentennio con oltre metà giornata di lavoro a respirare i fumi dell’altrui sigaretta. Il danno subito è stato quello di avere ora una brutta asma bronchiale e un enfisema polmonare causati certamente, secondo le perizie mediche, dalla lunga esposizione al fumo passivo. L’Inail dovrà quindi pagare al lavoratore l’indennizzo per questo danno subito.
Ma come mai l’Inail, non è tutta responsabilità del collega fumatore o al limite dell’azienda che non ha impedito la cattiva pratica? La corte ha anche ravvisato il rischio ambientale per cui l’Inail diventava obbligata al pagamento.
Dall’Inail è partito il ricorso in Cassazione perché l’istituto sostiene la tesi che solo danni derivanti dall’attività lavorativa siano da pagarsi: quindi in questo caso, come sopra ipotizzato, eventuali risarcimenti sarebbero da versare dal comune o dal diretto responsabile. Il ricorso però è stato respinto anche in Cassazione e l’Inail dovrà pagare.
gio 21/04/2011 da Massimo Potenza in fumo, inail.

















