Francia, Finanziaria da 100 miliardi per raggiungere il pareggio di bilancio

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Francois Fillon

Il rischio default non vede in allarme solo l’Italia, ma preoccupa tutti i paesi dell’Eurozona: a dimostrazione di ciò, in Francia, pur di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2016, sta per essere varata una Finanziaria monstre da ben 100 miliardi di euro. Tra le misure adottate dal paese guidato da Nicolas Sarkozy ci sono congelamento degli stipendi dei politici, aumento dell’Iva e anticipo di un anno della riforma delle pensioni, allo scopo di non perdere il proprio rating da tripla A, messo a rischio negli ultimi mesi dalle tensioni nei mercati europei.

Il piano, approvato dal governo nel fine settimana, è stato presentato dal premier Francois Fillon, il quale ha avvisato il popolo francese che ‘ci attendono diversi anni di rigore‘. E per questo motivo sono state varate misure molto impegnative: innanzitutto è stata anticipata al 2016 la riforma delle pensioni, che prevede un progressivo incremento dell’età pensionabile da 60 a 62 anni. Ci sarà poi l’innalzamento dell’Iva di un punto e mezzo, dal 5,5 al 7%, su molti prodotti e servizi e un incremento provvisorio del 5% delle tasse societarie per le imprese con ricavi superiori ai 250 milioni di euro. Ma anche la ‘casta’ dei politici ha deciso di rinunciare ai propri privilegi, accettando sacrifici come il resto dei cittadini: ‘Gli stipendi dei membri di governo e del presidente saranno congelati fino al ritorno di un rigoroso bilanciamento della finanza pubblica‘ ha dichiarato infatti Fillon, invitando altri leader politici e i manager delle grandi imprese transalpine quotate in Borsa a fare altrettanto.

Le nuove misure si aggiungono al piano di austerità da 12 miliardi presentato ad agosto, che prevedeva tra le altre cose un aumento delle imposte sui redditi più elevati, e sono stati annunciati forti tagli alla spesa pubblica per i prossimi anni: già nel 2012 previsti 500 milioni in meno per le spese dello stato. La crisi del debito è forte in tutta Europa, e Sarkozy ha poco da ridere questa volta: ma le misure adottate dal governo francese sembrano essere improntate ad una serietà e ad un’unione di intenti che manca nel nostro paese. Non è più tempo di propaganda e demagogia, nemmeno in Francia. Figuriamoci in Italia.

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