Fiat – Confindustria: le lettere tra Marchionne e Marcegaglia

È notizia di ieri l’abbandono di Confindustria da parte della Fiat, ed oggi il Corriere della Sera pubblica tre lettere tra Fiat e Confindustria che illustrano i motivi dell’addio del Lingotto all’associazione degli industriali, svelando i retroscena dietro la clamorosa scelta di Sergio Marchionne.
La prima data da annotare è il 28 giugno, quando Confindustria e i sindacati Cgil, Cisl e Uil firmano le nuove regole su rappresentanza sindacale e accordi aziendali. Subito dopo, è il 30 giugno, Marchionne scrive ad Emma Marcegaglia: accanto alle felicitazioni per l’accordo, l’amministratore delegato Fiat paventa un rischio che si rivelerà poi il vero motivo della frizione tra Fiat e Confindustria, quando scrive ‘Mi auguro che, nei prossimi mesi il vostro lavoro prosegua con ulteriori passi che ci consentano di acquisire quelle garanzie di esigibilità necessarie per la gestione degli accordi raggiunti per Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco. Sono fiducioso che le nostre esigenze, che credo siano le stesse di molti imprenditori, saranno tenute in considerazione e che queste condizioni si realizzeranno entro la fine dell’anno. Ho il dovere di informarti che, in caso contrario, Fiat e Fiat Industrial saranno costrette a uscire dal sistema confederale dal 1 gennaio 2012‘.
Fiat sostiene in questa prima missiva che l’intesa del 28 giugno non aveva garantito in modo inconfutabile la validità degli accordi raggiunti dal Lingotto per i suoi tre stabilimenti nei mesi precedenti. Lo stesso giorno replica la Marcegaglia, la quale ritiene che ‘l’accordo soddisfi anche le vostre istanze in quanto le intese di Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco possono facilmente rientrare nelle nuove norme pattuite‘, ma che in ogni caso Confindustria oltre non può andare, e che per avere le garanzie di retroattività serve un intervento legislativo.
Ed arriviamo così alla lettera di ieri, in cui Marchionne critica l’accordo interconfederale del 21 settembre, che rimette fortemente in discussione quell’articolo 8 della manovra economica che Fiat ritiene determinante. Emma Marcegaglia ha detto ieri pubblicamente di non condividere le motivazioni dell’uscita di Confindustria da Fiat, e alcuni economisti cominciano ad agitare lo spettro di una Fiat sempre più americana, che nel prossimo futuro potrebbe disattendere gli accordi e abbandonare gli stabilimenti italiani ad un tragico destino.
mar 04/10/2011 da Giulio Ragni in Confindustria, emma marcegaglia, Fiat, Sergio Marchionne.

















