Ferrovie dello Stato ostacola la concorrenza?

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Ferrovie dello Stato ostacola la concorrenza? Il mercato ferroviario che dovrebbe essere stato completamente liberalizzato in realtà soffre ancora del condizionamento dell’ex operatore monopolista? Il sospetto lo abbiamo avuto in passato con Telecom e i paletti che metteva al cambio di gestione per gli operatori telefonici e internet, con tempi di attesa snervanti, lo abbiamo avuto per Mediaset e Rai rispetto all’accesso ai nuovi canali analogici, lo abbiamo avuto per Microsoft quando installava i suoi programmi di navigazione nei sistemi operativi.
I casi in cui l’abuso di posizione dominante diventa materia di indagine delle competenti autorità sono tanti. E ora si guarda anche al mercato ferroviario dove non ci sono solo Trenitalia e Ntv ma anche piccole compagnie come Arenaways che tra mille difficoltà cercano di dare avvio alla loro attività. Arenaways ha iniziato la circolazione sulla tratta Milano-Torino ma attulmente non può fare fermate intermedie. In più ha lamentato grandi ritardi da parte di Ferrovie dello Stato per la consegna delle indispensabili tracce di percorrimento sulla linea nella quale doveva operare.
Non solo Arenaways ma anche Altroconsumo e Codacons hanno fatto ricorso all’Antitrust che ha aperto un’indagine sui presunti ostacoli alla concorrenza. Tra l’altro Ferrovie dello Stato si è fortemente lamentata sulle tempistiche dell’istruttoria: l’indagine sarebbe avvenuta proprio in presenza dell’emergenza maltempo che ha bloccato i treni sulla rete e avrebbe ostacolato fortemente le operazioni di intervento. I dirigenti cioè avrebbero perso tempo nel dare assistenza ai commissari antitrust piuttosto che poter essere in cabina di regia durante l’emergenza neve. Non vi puzzicchia un po’ di scusa?
gio 23/12/2010 da Massimo Potenza in concorrenza, Ferrovie dello stato.


















Si de0 il caso che in Italia il Governo e8 responsabile uitanznnitto verso il Parlamento, che ha il potere di sfiduciarlo e quello di condiziarne l’azione attraverso l’esercizio delle funzione legislativa.Circostanza che l’articolo ben evidenzia e che manda in fumo le tue allusioni alle dittature sudamericane.In nessuna parte dell’articolo e8 scritto che il Governo ha il potere di impedire l’esercizio dell’azione penale.Peraltro il tuo richiamo all’obbligatoriete0 dell’azione penale (che vincola solo il Pubblico Ministero) non c’entra nulla in quanto il fatto che l’azione penale sia obbligatoria non toglie che si debba accertare se c’e8 stato un reato e chi ne sia effettivamente responsabile, se non ci siano cause di giustificazione e di esclusione ecc In altre parole azione penale non significa automaticamente processo e non significa automaticamente misure cautelari e tanto meno condanne.Nel momento in cui la magistratura si e8 trovata di fronte al segreto di stato e quindi all’impossibilite0 di accertare tutti i fatti e i contorni della vicenda e le reali responsabilite0, avrebbe ben potuto fermare il processo in quella fase anziche8 cercare di aggirare l’opposizione del segreto e condannare persone sulla base di un quadro conoscitivo imcompleto.Il Governo ha opposto il segreto di stato, il Parlamento non ha censurato questa opposizione, la Corte Costituzionale ha confermato la legittimite0 del segreto di stato opposto dal governo e ha sentenziato che la magistratura ha violato quel segreto con la sua azione.In conclusione, io non ho mai detto che il fine giustifica i mezzi ma che in tali circostanze spetta al Parlamento e non alla magistratura verificare se il fine abbia giustificato i mezzi.Se riuscissi ad analizzare un articolo o ad argomentare le tue opinioni senza farti prendere dalla foga di scagliarti contro l’articolista, forse riusciresti a scrivere commenti pif9 costruttivi.