Fattura con ritenuta d’acconto: calcolo ed esempio

La parcella attesta la prestazione di un servizio professionale emanata da una categoria particolare, come l’avvocato, il commercialista ecc.. Questa ha delle particolarità che la differenziano dalla fattura, ed è quindi utile differenziare le due cose.
La data di emissione della parcella deve necessariamente coincidere con la data in cui è avvenuto il pagamento per la prestazione erogata. Questa deve poi essere numerata cronologicamente, e deve contenere i dati del soggetto che la emette, e del cliente che la riceve, partita iva, codice fiscale ecc..
Nel corpo della parcella deve essere specificata il tipo di prestazione professionale per la quale si viene pagati, componendo una descrizione, breve, del servizio offerto.
Si deve poi mettere il costo lordo della prestazione erogata, per esempio 300 euro.
Dal compenso lordo va estrapolato un 2% per la cassa previdenziale di categoria, nel caso di un pagamento di 300 euro il contributo previdenziale è quindi di 6 euro. Il totale imponibile iva si calcola sommando il contributo previdenziale al compenso lordo, ed equivale quindi al 20% di 306 euro, cioè 61,2 euro.
Calcolare la ritenuta d’acconto
La ritenuta d’acconto è calcolata, nella misura del 20% sull’imponibile del compenso pattuito. Cioè su 300 euro, la ritenuta è di 60 euro.
Il netto da pagare ci verrà dato dal seguente calcolo: imponibile compenso lordo cassa di previdenza Iva 20 % – rit. D’acconto (quindi: 300; 6; 61,2-60= € 307,2).
Sulla fattura devono essere indicati tutti i calcoli, fino ad arrivare alla somma da pagare pattuita.
lun 20/06/2011 da Christian Vannozzi in codice fiscale, IVA, partita iva, previdenza.


















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