Evasione fiscale quintuplicata in 30 anni. Continua la fuga di capitali all’estero

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Evasione fiscale: vecchie mosse e fuga all'estero

Da trent’anni è guerra all’evasione fiscale ma con risultati poco rassicuranti. Nell’agosto del 1981 l’ex ministro delle Finanze, Franco Reviglio, dichiarò che l’evasione fiscale si aggirava più o meno sui 28 mila miliardi, ovvero 7 punti del reddito nazionale, oggi invece si assesta su più di 250 miliardi di euro, il 17% circa del Pil.

Pensando che i 28 mila miliardi di allora equivalgono in linea di massima a 54 miliardi di euro odierni abbiamo che l’evasione, ad oggi, è quintuplicata! E in questi 30 anni ci sono stati numerosi condoni e scudi che hanno permesso di appianare la situazione relativa ai capitali esportati illegalmente.

Redditometro e altre mosse anti evasione
Tra le mosse portate avanti va ricordato il redditometro, strumento incredibilmente bersagliato consistente in un questionario inviato a contribuenti facoltosi le cui dichiarazioni dei redditi erano “strane”: strumento dall’apparente perfezione ma assolutamente inutile poiché su tutti gli evasori a cui il modulo è stato inviato più della meta di questi hanno fornito delle spiegazioni plausibili mentre coloro che non sono riusciti a dimostrare la loro regolare gestione del patrimonio hanno potuto comunque cavarsela con l’accertamento con adesione, quell’accordo con il Fisco grazie il quale si pagava quello che si riusciva.

Come dimenticare poi il successore del redditometro: il riccometro, strumento definito barbaro e, secondo Pier Ferdinando Casini, da “Inquisizione”; ci fu poi una brevissima parentesi riguardante la delazione alla Guardia di Finanza, cosa che consisteva in una sorta di “spionaggio fiscale” che attirò ancor più polemiche e scatenò indignazione,anche da parte della Chiesa, ma che inizialmente riscosse anche successo.

Si arrivò infine all’Isee (Indicatore di situazione economica) che però ebbe scarsi risultati e che serviva a controllare l’effettiva necessità di accedere a servizi sociali gratuiti dei cittadini. La nuova versione del redditometro poi ha portato numerosi malcontenti e richieste da parte dei politici come Antonio Tommasini, presidente della commissione sanità del Pdl che ha chiesto di escludere i cavalli dalla tassazione poiché non potevano essere inquadrati come beni di lusso ma coma animali d’affezione.

Beni di lusso
Le cifre in questione sono agghiaccianti e se rapportate alla quotidianità si potrà ben vedere e capire come ci siano degli eccessi assurdi. Tanto per fare degli esempi si può dire che in Italia ben il 42,4% delle barche di lusso è intestato a persone che dichiarano non più di 20.000 euro l’anno, quando non sono intestate a prestanome nullatenenti ovviamente, e lo stesso discorso vale per gli elicotteri o aerei intestati anche questi a persone con redditi da 20.000 euro.

Insomma l’evasione che al momento, come già detto, si aggira su cifre pari a nove volte la manovra finanziaria del governo Monti, genera cifre da capogiro e assurde nella loro grandezza.

Corsa verso la Svizzera
C’è poi il fenomeno, contrastato con i precedenti scudi fiscali, dell’esportazione dei capitali all’estero: in Svizzera, per la precisione, dove vige il segreto bancario. In questo periodo di crisi economica coloro che possiedono grossi capitali stanno cercando di sistemarli in luoghi sicuri; addirittura adesso si assiste ad un trasferimento di intere famiglie che decidono di chiudere la propria attività imprenditoriale, arraffare tutto ciò che hanno e trasferirsi in pianta stabile nel paese della grande croce vista la situazione europea in bilico e vista la sempre sicurezza data dal sistema bancario svizzero e dalla sua politica monetaria.

Certo è che anche la Svizzera sta passando un periodo non proprio positivissimo dovuto agli strascichi derivanti dalla situazione europea generale ma continua a restare sulla cresta dell’onda; addirittura vista la fuga di famiglie e la corsa all’acquisto di immobili nelle principali località elevetiche si teme per una bolla immobiliare (a causa dello sproporzionato aumento dei prezzi al metro quadro).

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