Energia e gas: l’appello dell’Antitrust ad una maggiore concorrenza

L’Autorità garante della concorrenza auspica un immediato intervento dell’Esecutivo per promuovere la liberalizzazione del settore e favorire la riduzione dei prezzi al consumo.
L’apertura dei mercati e lo sviluppo della competitività dei maggiori settori di pubblico interesse, nella prospettiva di ridurre i prezzi applicati ai consumatori finali: è quanto auspica l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che di recente ha inviato una comunicazione al Governo e al Parlamento, segnalando una serie di misure da adottare per il rilancio economico del Paese, con particolare riguardo al settore dell’energia.
Nella comunicazione inviata qualche giorno fa, l’Antitrust invita l’Esecutivo ad adottare al più presto misure pro-concorrenziali per la costruzione di nuove infrastrutture per l’approvvigionamento del gas. Ciò potrebbe contribuire ad aprire il mercato alla concorrenza di altri operatori e determinare una riduzione delle tariffe. Per il momento, oltre a Eni, ha cominciato a operare una sola infrastruttura per l’importazione di gas naturale ad opera di Adriatic LNG. Il suo ingresso nel settore non è stato per nulla veloce e immediato, considerando che è avvenuto dopo 21 anni. Secondo l’Autorità occorre, inoltre, distinguere le fasi in monopolio da quelle in concorrenza, nonché separare la proprietà della rete di trasporto e delle infrastrutture di stoccaggio, che al momento sono controllate esclusivamente dall’Eni.
Per quanto riguarda, invece, il settore dell’energia elettrica, la liberalizzazione non è stata finora sufficiente a generare una reale concorrenza: le principali concorrenti dell’ex monopolista Enel sono, infatti, solo quattro (A2A e Iren, Edison e ed Eni) con una quota sopra il 10%, mentre il resto del mercato viene diviso tra società comunque forti che spesso sono collegate ad operatori stranieri. Secondo l’Antitrust, i prezzi dell’energia elettrica all’ingrosso italiani sono più alti rispetto ad altri Paesi europei per la scarsa differenziazione del mix produttivo del parco elettrico nazionale e il mancato potenziamento delle reti di trasmissione. Un’altra spiegazione alla base dei rincari è da ricercarsi nella crescita delle fonti rinnovabili, la cui non programmabilità rende più complessa la gestione ed il bilanciamento della rete di trasmissione. A fronte di queste difficoltà, l’Autorità suggerisce al Governo di aumentare la concorrenza a valle, riducendo il gap informativo sui consumatori fra distributori e venditori finali non integrati verticalmente. Per questo motivo, secondo l’Antitrust, è necessario favorire l’estensione del Sistema Informativo Integrato (SII) anche alla gestione delle misure dei consumi, introducendo specifici standard qualitativi e quantitativi che riescano a colmare l’asimmetria informativa esistente fra distributori e venditori.
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sab 14/01/2012 da Francesco Tempesta in Antitrust, concorrenza, gas.

















