Economia 2.0: ci vorrà un Ministro di internet?

Internet, si sa, è una fonte di reddito con un potenziale praticamente illimitato se si riescono a sfruttare i giusti canali e le nuove metodologie di comunicazione. In Italia le cose sembrano andare per il verso giusto poiché ormai internet e tutto quanto ruota attorno al web concorrono a formare il 2% del Pil italiano. Nell’era in cui ci troviamo, tra crisi di governo e crisi economica, il settore della tecnologia appare ai più come un comune settore merceologico, fonte di guadagno si ma non di una tale potenza da far scalpore, anche perché le case produttrici sono tutte straniere, ovviamente.
Eppure proprio negli ultimi anni tutto quello che può essere classificato come e-business ha assunto poco alla volta un ruolo sempre maggiore nelle economie di tutti i tipi, rappresentando una nuova frontiera di guadagno: praticamente ogni impresa, piccola e non, ora ha il proprio portale internet dal quale vendere o almeno offrire informazioni sulla propria attività, in modo da avere perlomeno una forte spinta pubblicitaria se si adoperano metodologie ben calibrate in base al settore di appartenenza.
Tornando a dati e statistiche, secondo McKinsey oggi internet rappresenta, abbiamo detto, il 2% del Pil ma per Marc Vos, managing director di Boston Consulting Group, entro il 2015 si arriverà ad oltre il 4%.
Questo porta ad una riflessione: in un paese che deve essere rilanciato sotto il punto di vista economico, almeno, perché non indirizzare una buona parte di quella che è l’attività di governo futura istituendo un vero e proprio ministero in grado di potenziare, sfruttare e consigliere le start-up in modo da diventare un paese economicamente avanzato? Del resto anche il settore agricolo ha un proprio ministero e, secondo dati Istat, rappresenta solo il 2,63% del Pil con ovvia, scarsa possibilità di crescita e, soprattutto, con potenziale infinitamente minore rispetto all’e-business.
Ricordiamoci anche che internet nel mondo produce miliardi di dollari l’anno e puntare su un rinnovo politico anche in tale direzione ci renderebbe competitivi e permetterebbe finalmente di seguire di pari passo l’evoluzione dell’economia a livello globale invece di arrivarci sempre con anni di ritardo, aspettando di vederne i risultati.
Cavalcare ora l’onda in maniera chiara, semplice e completa, puntare quindi su una economia 2.0, potrà permettere di dare una enorme spinta alla ripresa economica italiana eccessivamente legata a quelle basi produttive che andavano bene fino a dieci anni fa se non di più.
mer 16/11/2011 da Marcello De Filippis in Governo, impresa, ministro internet.

















