Donazioni indirette: la tassazione si calcola così

Spesso nella vita familiare si fanno delle donazioni senza la stipula di un atto pubblico. Queste prendono il nome di donazioni indirette, quali possono essere come quando un genitore compra una casa al figlio o come quando si danno dei soldi per avviare l’attività di un parente.
Per quanto riguarda la tassazione di tali donazioni, la regolamentazione la troviamo nella procedura antecedente al 2001. Questa deve essere sottoposta volontariamente al regime di tassazione, ed equivale ad un aliquota che va dal 4,6% all’8%. Naturalmente si può benissimo occultare, e quindi non pagare alcuna tassa, ma se si viene scoperti dal fisco, magari grazie ad un controllo bancario, saremo costretti a pagare l’aliquota più alta, e cioè l’8%, per qualsiasi donazione abbiamo fatto. A conti fatti conviene non rischiare e far presente allo Stato la donazione che abbiamo fatto, in modo da non correre alcuna rischio con il fisco e dormire sogni tranquilli senza temere di essere scoperti e che qualche lettera dell’Agenzia delle Entrate arrivi alla nostra porta per richiamarci all’ordine.
Come evitare la tassazione
Esiste un modo però per evitare di essere tassati su una donazione indiretta senza incorrere nelle rappresaglie statali. Se questa donazione è infatti collegata al trasferimento di un immobile o di un’azienda, a patto che l’acquirente dichiari che i soldi per il pagamento sono stati forniti dal donante, per evitare una duplicazione della tassazione, l’imposta non viene applicata. In questa maniera si evita legalmente la tassazione e non si corre alcun rischio.
mer 28/09/2011 da Christian Vannozzi in donazioni, donazioni indirette, Fisco.

















