Dipendenti pubblici in pensione anticipata: boom di richieste

I dipendenti della pubblica amministrazione, secondo i dati dell’Inpdap, hanno avviato tantissime richieste di pensionamento di anzianità. Quando la nave affonda, si scappa verso le scialuppe di salvataggio. E visto che l’Italia naviga in pessime acque e il comandante della nave Silvio Berlusconi è stato di fatto commissariato dai pirati della Bce, il pericolo che per risanare i conti si tocchino le pensioni è più che fondato. Ecco perché chi può va in pensione subito per evitare brutte sorprese.
Secondo i dati, da Gennaio e Novembre 2011 ci sono già state 75.743 (+5,27%) domande di pensione e gli assegni di anzianità sono aumentati del 34,2%.
In particolare, i dipendenti pubblici si danno alla fuga da quando sono entrate in vigore le nuove misure sul pubblico impiego, come il blocco dei contratti, la rateizzazione del Tfr e il taglio alle retribuzioni dei dirigenti.
Finora la maggior parte dei lavoratori pubblici restava a lavoro fino alla soglia dei 40 anni dei contributi previdenziali oppure fino al massimo limite di età anagrafica consentita per i lavoratori.
C’è anche da dire che, a fronte del calo delle pensioni di vecchiaia rispetto ai dati del 2010, così come delle pensioni di inabilità e del part-time, le pensioni di anzianità sono aumentate del 34%, passando da 39.477 a 52.973.
Infine, i nuovi assegni di inabilità sono stati 3.808 nei primi nove mesi del 2011, a fronte dei 4.394 dello stesso arco temporale del 2010 (-15,39%) ed un vero crollo si è registrato nel part-time: 4.021 nel 2011 rispetto alle 12.258 dei primi nove mesi 2010 (-204%).
mer 05/10/2011 da Roberta Mazzacane in contratti, contributi, Inpdap, Pensionati.

















