Differenze tra i bilanci pubblici: a Roma si spende più che a Milano

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Differenze tra i bilanci pubblici: a Roma gli asili costano il doppio rispetto a Milano

Con la nuova manovra Monti si spera vengano costretti gli enti locali alla stesura di bilanci chiari e semplici per evitare i disordini, tutti italiani, che sorgono da diseguaglianze colossali per la spesa dei cittadini nell’usufruire di servizi. Dalla comparazione tra bilanci del Sud Italia con quelli del Nord si evince che le spese sono incredibilmente differenti: a Roma mantenere un bimbo in asilo costa il doppio che mantenerlo in un asilo di Milano.

Per ovviare a tale disfunzionalità del sistema bisognerebbe portare avanti una attenta comparazione dei bilanci di tutti gli enti locali per verificare come un simile andazzo sia possibile ma, soprattutto, per capire come si possa eliminare questa discrepanza tra i costi per l’acquisizione di servizi che eccessivamente incidono sulle spese del cittadino medio.

Ma il caso prima prospettato di Roma e Milano, ovviamente, era solo esemplificativo di quella che è la situazione attuale: per andare più nel dettaglio possiamo dire che in Calabria mantenere un bimbo in un asilo costa introno alle 500 euro mentre a Trento il costo è superiore di 4 volte o più, circa 2200 euro, con difficoltà anche nel giustificare differenze grandi tra altri asili dalla stessa fascia italiana (un bimbo ligure in asilo costa circa 1000 euro, uno piemontese 1900 e uno lombardo 1950).

Comunque i dati maggiormente catastrofici sono quelli relativi alla spesa media per ogni bambino che deve essere sopportata dal comune, dai contributi del Servizio sanitario nazionale e dalle somme pagate dai genitori: in Piemonte per esempio un bimbo costa in totale circa 8874 euro.

Come accennavamo prima, comunque, il divario massimo si ha relativamente ai prezzi tra Roma e Milano: nella Capitale un bimbo costa 14.557 euro a differenza dei 7.000 della città del Nord, meno della metà. A questo punto l’unica spiegazione pare essere il non controllo su dei numeri, effettivamente, messi a casaccio per giustificare delle uscite non autorizzate perché altrimenti sarebbero costi assurdi.

Bisognerebbe quindi come abbiamo già detto mettere fortemente a confronto tutti i bilanci degli enti per riuscire ad ovviare alla situazione in cui gli enti locali attualmente, allo stato delle cose, sguazzano facendo un po’ come meglio credono, sempre a spese dei cittadini.

ven 16/12/2011 da Marcello De Filippis in bilanci.

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Loris
Loris 10 maggio 2012, 03:51
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