Default Italia: cosa rischiano imprese e famiglie in caso di fallimento

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Seconda puntata del nostro viaggio alla scoperta delle conseguenze in caso di default dell’Italia: dopo aver visto in linee generali la situazione del debito, dei tassi d’interesse e dell’euro, ecco quali sono i rischi per famiglie ed imprese.

Il nuovo governatore di Bankitalia Visco ieri ha spiegato che il debito pubblico italiano è sostenibile nei prossimi due anni anche se i tassi di interesse sui Btp raggiungessero l’8%, quindi ben oltre quella soglia di ‘non ritorno’ indicata dagli operatori finanziari. Ciò non toglie che questa situazione d’emergenza ha delle ricadute sui bilanci di famiglie e aziende. Vediamo quali.

Prestiti e mutui

La situazione del credito alle imprese sta peggiorando a causa delle tensioni bancarie e dei mercati sui Titoli di Stato: già da questa estate lo spread massimo applicato sui prestiti alle imprese è salito fino a picchi del 9%, e nel suo intervento il governatore di Bankitalia ha segnalato ‘l’alta quota di debiti bancari con scadenze ravvicinate, il cui rinnovo potrebbe consentire alle banche di aumentare i margini‘.

Per quanto riguarda mutui e prestiti alle famiglie, secondo Bankitalia il perdurare della situazione bancaria attuale potrebbe portare all’aumento dei tassi di interesse in misura considerevole. Questo vale principalmente per i nuovi mutui, mentre quelli a tasso variabile già stipulati ‘sono legati al tasso Euribor, per il quale i mercati si attendono una riduzione nei prossimi mesi‘.

Conti correnti e Titoli di Stato

Tutti i conti correnti sono garantiti dal Fondo interbancario di tutela dei depositi, che copre fino a centomila euro e prevede il rimborso entro 20 giorni. Per affrontare l’aumento del rischio dei titoli che le banche hanno nel loro portafoglio l’Ue ha trovato un accordo chiedendo alle banche di rafforzare il proprio capitale: dei 106 miliardi di euro previsti, 14,8 circa andranno alle banche italiane.

Non bisogna lasciarsi prendere dall’ansia nemmeno se si hanno Btp, consigliano gli economisti, poiché le decisioni in ambito finanziario non vanno mai prese sull’onda dell’emotività. Di fronte alla possibilità di acquistare o vendere titoli di Stato, si deve valutare la propria propensione al rischio e assumere la maggior quantità di informazioni da una fonte valida, prima di agire.

Quanto costa la crisi?

Ignazio Visco, allora vicedirettore generale oggi governatore di Bankitalia, già ce lo aveva detto: ‘Ogni spostamento verso l’alto di 100 punti base comporta un incremento della spesa per interessi pari a circa 0,2 punti percentuali del Pil nel primo anno e a 0,4 e 0,5 punti rispettivamente nel secondo e terzo anno‘. Detto in soldoni, lo spread a 400 punti base potrebbe costare 100 miliardi di euro all’Italia. Ma restare nell’Euro conviene: la rottura dell’euro costerebbe otto-dieci di più che salvare la Grecia. Oltretutto la moneta dei paesi che dovessero abbandonare l’euro si svaluterebbe del 60%.

gio 03/11/2011 da Giulio Ragni in fallimento, famiglia, mutuo, Prestiti.

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Jeppe
Jeppe 3 novembre 2011, 16:43
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Prestiti e mutui,comunemente detti usura e rapina .
Non bisogna lasciarsi prendere dall’ansia ,ma soltanto dal panico vedendo come funziona tutto.
Quanto costa la crisi?A loro non costa un c.a.z.z.o tanto siamo noi che tiriamo la carriola,loro hanno i cavalli dei panfili e delle supermacchine.
Ma restare nell’Euro conviene,non si sa a chi conviene pero’.
La situazione del credito alle imprese sta peggiorando ,peggio di cosi non puo peggiorare soltanto quest’anno ci sono stati tantissimi suicidi di imprenditori,peggio di cosi si muore.
Fondo interbancario di tutela dei depositi, che copre fino a centomila euro e prevede il rimborso entro 20 giorni,peccato che non dicano di quale anno pero’

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