Contratto a progetto: tassazione e contributi si calcolano così

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Contratto a progetto tassazione e contributi: ecco come calcolarli

I rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, erano considerati dal fisco come se fossero una sottospecie di lavoro autonomo. Dal 2001 sono stati invece avvicinati al lavoro dipendente, con cui hanno notevoli punti in comune.
Il committente riveste allora il ruolo di sostituto d’imposta, e quindi deve apportare trattenute fiscali e previdenziali sul compenso del collaboratore.
Le detrazioni da imposta, previste dal T.U.I.R., a favore dei lavoratori subordinati, sono le stesse a cui è soggetto il collaboratore a progetto.
Il collaboratore riceve ogni mese una busta paga e il CUD ogni anno, come se fosse un lavoratore dipendente. Può ricorrere ai CAF per formulare la dichiarazione dei redditi ed essere quindi incluso nei benefici fiscali.
La tassazione sul contratto a progetto è prevalentemente quella che riguarda l’IRPEF e le relative addizionali, con l’aggiunta delle trattenute previdenziali, destinati alla Gestione Separata. Due terzi di questi contributi sono a carico del committente, mentre un terzo è a carico del collaboratore e viene detratto dalla busta paga.

Le aliquote stabilite nel 2009

Le regole stabilite nel 2009, prevedono che il datore di lavoro versi all’Inps contributi previdenziali pari al 25,72% del compenso lordo riconosciuto al collaboratore non iscritto ad altre forme previdenziali, e il 17% in caso opposto.
Le aliquote pensionistiche sono però soggette a rettifica ogni anno, e dovrebbero crescere di un punto percentuale, in modo da dare una pensione più dignitosa ai lavoratori che sono sotto questa tipologia contrattuale.

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