Contratto a progetto retribuzione minima: ecco come calcolarla

Il contratto a progetto, ovvero contratto di collaborazione coordinata e continuativa a progetto, è regolato dal decreto legislativo 276 del 2003 titolo VII capo 1, è una tipologia contrattuale dove il committente e il lavoratore si accordano per una collaborazione su un determinato lavoro, che viene definito progetto.
Il collaboratore, che infatti non viene definito ne lavoratore ne impiegato nel contratto, si impegna ad espletare la sua prestazione in piena autonomia gestionale e operativa, salvo il necessario coordinamento generale e programmatico con il committente. Non esiste però nessun vincolo di subordinazione, e il collaboratore ha quindi ampia autonomia nella definizione dei tempi, orari e modalità di gestione.
Per quanto riguarda il pagamento minimo, questo non è disciplinato, ma è concordato tra le parti. Naturalmente si deve essere pagati ad ora di servizio prestato, e la paga deve essere specificata nel contratto, come devono essere specificati i bonus relativi al raggiungimento di determinati obiettivi, che devono tutti essere messi nero su bianco.
Vincoli sui pagamenti del contratto a progetto
Come specificato, non ci sono vincoli sulla paga oraria o sui benefici economici che possono essere elargiti dal committente, l’unico vincolo è che tutto deve essere messo per iscritto, ma starà poi alle parti accordarsi sui compensi e sulle modalità di erogazione di questi.
Il collaboratore deciderà quindi autonomamente se gli converrà o meno accettare l’impiego a progetto, a secondo della sua valutazione personale sui costi e i benefici dell’impiego che gli viene proposto.
gio 29/09/2011 da Christian Vannozzi in Impiegato, pagamenti.

















