Confindustria: 800 mila posti di lavoro in meno e aumento della pressione fiscale

Confindustria lancia l’allarme: nel 2013 avremo 800 mila posti di lavoro in meno e la pressione fiscale al 54%. Secondo il Centro studi di Confindustria molte aziende saranno a rischio, nuovamente, poiché l’Italia cadrà in recessione: viene prevista una contrazione del Pil per il 2012 dell’1,6% (a fronte di quello che sarà l’aumento finale di quest’anno dello 0,5%) per riprendersi lievemente nel 2013. In tutto questo Sali scendi dei valori del Pil, comunque, ci sarà un incremento estremo della pressione fiscale che raggiungerà il 45,5% del Prodotto interno lordo diventando pressione effettiva, dunque, del 54%.
Sempre secondo il Centro studi, però, siamo sulla buona strada per uscire dalla crisi e le mosse che si stanno prendendo ora, oltre ad aver già riscosso consensi all’estero, stanno anche cominciando a dare, almeno sulla carta, i primi segni di positività nella visione globale della manovra: da Confindustria tutti sono concordi nel dire che l’Italia non solo scamperà degnamente il pericolo di uscita dall’euro ma tornerà a quegli ormai dimenticati valori di crescita elevata dell’economia.
La manovra, costrittiva ma necessaria certamente, darà la possibilità all’Italia di presenziare nuovamente in maniera forte al tavolo con gli altri paesi europei in modo da affrontare in maniera solida e compatta la crisi dei titoli di Stato che sta affliggendo tutta l’eurozona, diffondendo così la fiducia tra imprese e Stati e la fiducia degli investitori, istituzionali e non che siano, nei mercati scatenando un innalzamento dei valori univoco e progressivo.
Questo secondo Luca Paolozzi, direttore del Centro studi Confindustria, è il destino che attende il nostro paese se verrà portato avanti il programma presentato in toto e se verrà mantenuto questo modus operandi rigido ma indispensabile.
Volendo analizzare maggiormente nel dettaglio quelli che sono i risultati ottenuti dal Centro studi possiamo suddividere le voci nel seguente modo:
- Fisco: secondo il Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia nei primi mesi dell’anno in corso c’è stato un incremento delle entrate pari all’1,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente arrivando a quota 310,465 miliardi di euro
- Lavoro giovanile: la crisi ha penalizzato moltissimo il lavoro giovanile in quanto c’è stato una calo del 24,4% per i giovani fino a 24 anni e del 13% per quelli fino ai 34 (con un incremento dei posti di lavoro del 6,6%, invece, per gli over 45)
- 800 mila posti in meno: fino al 2013 si avrà un calo di queste proporzioni, dato dalla somma dei posti di lavoro in calo dall’inizio della crisi nel 2008 con gli altri 219 mila previsti per il prossimo biennio, situazione che amplifica il deterioramento della situazione lavorativa italiana
Situazione in ripresa, come dicevamo, secondo il Centro studi ma bisogna continuare su questa via altrimenti, nonostante le mosse della manovra Monti, non si riuscirà in tempi giusti ad uscire dalla situazione di paralisi finanziaria nella quale ci troviamo da ormai troppo tempo e che va a congelare tutte le possibilità di erogazioni bancarie volte a far riprendere e dare respiro a privati ed imprese.
gio 15/12/2011 da Marcello De Filippis in Confindustria, crisi, giovani, imprese, posti di lavoro.


















Caro Mario ceomrpndo benissimo la tua situazione, per quanto possa servire posso consigliarti di fregartene finche puoi, le soddisfazioni le trovi altrove e non sul luogo di lavoro. Tra l’altro i fatti lo dimostrano.Un abbraccio,Gianni