Cellulari: niente da fare per la Tassa di Concessione Governativa. Pagarla è obbligatorio
Nonostante la mobilitazione dell’Adoc, la tassa di concessione governativa deve essere pagata da tutti gli utenti, comprese le amministrazioni pubbliche non statali.
Lo scorso marzo l’Adoc ha promosso una class action per ottenere il rimborso della tassa di concessione governativa, anche nota con l’acronimo di TCG. Introdotta per la prima volta nel 1995 quando il Sistema delle Telecomunicazioni stava muovendo i suoi primi passi, la TCG è una tassa sui contratti di abbonamento che si corrisponde allo Stato italiano per l’impiego di telefoni cellulari. Nonostante la mobilitazione dell’Adoc e delle altre associazioni dei consumatori, l’Agenzia delle Entrate ha ora ribadito che il vigente Codice delle Comunicazioni elettroniche non abolisce la TCG e che pertanto tutti gli utenti, comprese le amministrazioni pubbliche non statali, sono tenuti a pagarla.
Niente da fare, dunque, per la TCG, che in origine era stata introdotta per disincentivare l’uso del telefonino, considerato all’epoca come uno status symbol superfluo e discriminante anziché come un utile strumento di comunicazione. Con una recente risoluzione l’Agenzia delle Entrate ha, infatti, precisato che tutti i possessori di telefoni cellulari, incluse le amministrazioni pubbliche non statali, devono pagare la TCG. In particolare, seppur abbia abolito l’articolo 318 del Dpr n.156/1973 che ne disciplina la “licenza di esercizio”, il Codice delle Comunicazioni non ha in alcun modo alterato la norma che prevede il pagamento della TCG a fronte del rilascio della “licenza per l’impiego di apparecchiature terminali per il servizio radiomobile pubblico terrestre di comunicazione”.
Stando a quando dichiarato dall’Agenzia delle Entrate, si possono rintracciare conferme in questo senso in altre due disposizioni normative. La prima di queste è la legge n. 244 del 2007, che, di fatto, esonera dal pagamento della tassa solo le persone non udenti, mentre la seconda è l’articolo 219, dove si afferma che dall’attuazione del nuovo Codice delle Comunicazioni “non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio statale”. In entrambe le norme non si accenna all’intenzione di voler abolire la TCG.
Secondo l’Agenzia delle Entrate, anche le amministrazioni pubbliche non statali sono tenute a pagare la tassa di concessione governativa. Le amministrazione pubbliche non sono, infatti, dispensate dall’obbligo del TCG. Al contrario, sono esenti dal pagamento le sole amministrazioni statali, poiché, come precisa la risoluzione n. 55 del 2005, essendo dipendenti direttamente dallo Stato, non devono richiedere particolari autorizzazioni o licenze per l’utilizzo di dispositivi telefonici mobili.
La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate ha, quindi, fugato ogni dubbio riguardo alla contestata tassa di concessione governativa, ribadendo che tutti i possessori di telefoni cellulari sono costretti a pagarla. Se la TCG non si può evitare, chi utilizza il telefonino può almeno cercare di risparmiare qualcosa sull’abbonamento, confrontando le tariffe cellulari di tutti gli operatori con l’aiuto del servizio offerto da SuperMoney, l’unico portale italiani accreditato da Agcom per la trasparenza del confronto.
mar 31/01/2012 da Francesco Tempesta in cellulari.

















