Macroeconomia

Tutte le informazioni economiche sul modo in cui interagiscono i vari attori economici: famiglie, imprese, Stato e mercati azionari internazionali.

Delega fiscale, introdotta l’Iri per imprese e professionisti

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Fisco: le nuove proposte del governo per combattere l'evasione e risanare le entrate

La delega fiscale voluta dal governo Monti è finalmente stata varata dal Consiglio dei Ministri e pronta a iniziare il suo percorso verso l’approvazione delle Camere. Certezza della pena per chi evade ed equità sono i pilastri del testo, che prevede un insieme di provvedimenti volti e riequilibrare il sistema impositivo nella sua interezza. La vera novità è l’introduzione dell’Iri per le imprese, in sostituzione della vecchia Ires, mentre la grande delusione è la cancellazione dal testo finale del Fondo taglia tasse, che dove utilizzare i proventi della lotta all’evasione per un abbattimento della pressione fiscale. Previste novità anche per il catasto, l’IMU e la semplificazione normativa. Andiamo a vedere allora quali sono le scelte più importanti dell’esecutivo in materia di fisco, soprattutto in relazione alle famiglie e ai contribuenti.

Leggi qui il ddl sulla delega fiscale 2012

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Inflazione: schizza in alto a causa di trasporti, benzina ed energia

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Inflazione: i carburanti spingono al rialzo i prezzi di ogni settore

Sale l’inflazione assestandosi ad un tasso medio, per il 2011, del 2,8% rispetto all’1,5% del 2010. A causare, nell’ultimo periodo, questo aumento è stato soprattutto lo smodato aumento del prezzo dei carburanti. L’aumento vertiginoso dei carburanti, infatti, pari ad un +1,9% rispetto ad un tasso di crescita tendenziale sceso dello 0,8% (livello finale 15,8%) ha segnato un rialzo congiunturale del 5,6% portando a +24,3% su base annua (sono i valori più alti dal 2008, anno di inizio della crisi).

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Libertà economica: l’Italia scende al 92° posto della classifica mondiale

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Libertà economica: l'Italia scende drasticamente al 92° posto della classifica mondiale

L’indice di libertà economica dell’Italia, quest’anno, si è attestato a 58,8 punti il che significa che il nostro paese è al 92° posto della classifica stillata dall’Index of Economic Freedom 2012 (36° posto su 43 in Europa), con una grande flessione rispetto ai dati precedenti in merito alla libertà dalla corruzione e nel controllo della spesa pubblica, un punteggio inferiore alla media mondiale.

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Evasione fiscale: maggiore equità mediante rientro dei capitali evasi

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Evasione fiscale: cos'è e come la si vuole contrastare

In questo periodo di crisi nella quale si trova tutta Europa e nella quale noi, purtroppo, siamo ben impantanati, molto si parla di evasione fiscale: come combatterla, quali trattative sono necessarie con i paesi esteri che lavorano su tali tipologie di frode, quali danni causa l’evasione.

L’obiettivo principale è quello di garantire equità di trattamento non perchè i capitali recuperati serviranno a rimpinguare le casse statali ma perchè garantiranno una riduzione delle imposte, con abbassamento delle aliquote, a tutti coloro che le tasse le hanno sempre pagate.

Volendo però portare avanti un discorso non eccessivamente complesso, senza dilungarsi su quelli che possono essere tecnicismi relativi alla Black List (la lista stillata dal governo che racchiude tutti i paesi non collaborativi sul fronte fiscale, i cosiddetti Paradisi Fiscali) è bene andare ad analizzare i tratti salienti dell’evasione italiana e quelle che sono le mosse dell’attuale governo per arginare tale fenomeno.

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Tax Freedom Day: nel 2012 sette giorni di lavoro in più per pagare le tasse

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Tax Freedom Day: nel 2012 sette giorni di lavoro in più per pagare le tasse

Si lavorerà una settimana in più, quest’anno, per pagare tasse e contributi destinati ad Erario e comuni (e altre amministrazioni locali): il Tax Freedom Day infatti richiederà sette giorni lavorativi in più.

Il Tax Freedom Day, inventato nel 1990, ha dovuto adattarsi alla nuova situazione economica italiana e al nuovo tipo di pressione fiscale cui i cittadini sono oggi sottoposti.

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Tobin Tax: torna alla ribalta la tassa sulle transazioni finanziarie

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Tobin Tax: torna alla ribalta la tassa sulle transazioni finanziarie

Torna alla ribalta la Tobin Tax e se ne parla su scala europea: a spingere, infatti, su tale tassa sulle transazioni finanziarie è Sarkozy il quale vorrebbe introdurla immediatamente in Francia trovando d’accordo la Merkel e, probabilmente, anche Monti. Contrari invece gli inglesi il cui primo ministro, David Cameron, si rifiuta di prendere in considerazione una simile ipotesi se fatta esclusivamente a livello europeo e non mondiale.

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Interesse legale: il tasso passa dall’1,5 al 2,5%

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Interesse legale: il tasso passa dall'1,5 al 2,5%

Con il Decreto Ministeriale il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha agiornato l’interesse legale portandolo dal vecchio 1,5% al 2,5%. L’aumento di questo tasso è stato deciso per risanare l’economia pubblica eccessivamente provata dai vari problemi che affliggono l’europa in deficit.

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Dieci anni di euro: il cittadino medio ha perso il 39% del suo potere di acquisto

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Dieci anni di euro: il cittadino medio ha perso il 39% del suo potere di acquisto

Sono ormai passati dieci anni da quel primo gennaio 2002, data nella quale l’euro è entrato a far parte delle nostre vite. In quel periodo si era speranzosi e si pensava che l’euro potesse potenziare la nostra economia rendendoci ancor più competitivi con le altre potenze europee e, di conseguenza, con quelle mondiali. C’erano anche molti scettici, però, che non vedevano di buon occhio la dipartita della cara lira, compagna di viaggio di una Italia in forte espansione economica su ogni livello dal dopoguerra in poi.

Ma, al di là delle teorie di allora, com’è cambiata la nostra vita a causa dell’euro? Devastante, assolutamente devastante è stata la reazione anno dopo anno dall’ingresso della moneta unica: l’euro, dal suo ingresso ad oggi, ha portato una perdita del potere d’acquisto del 39,7% per il cittadino medio.

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Lavoro: tre proposte per il contratto unico

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Lavoro: riformare il mercato adoperando il contratto unico

Dall’Unione Europea arriva la richiesta di riformare il mercato del lavoro per renderlo più fluido e competitivo in modo da far aumentare il tasso di occupazione che resta fermo al 56,9% a fronte della media europea che ruota attorno al 64,1% con la Germania capolista al 71,1%. La mission principale è, dunque, quella di fornire ai giovani e alle donne, in particolar modo, opportunità lavorative che facciano ripartire i mercati.

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Manovra Cresci Italia: i possibili provvedimenti della seconda fase di governo

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Manovra Cresci Italia: i possibili provvedimenti della seconda fase del governo tecnico

Entro il 23 gennaio arriveranno le misure per la crescita economica del nostro paese: ad affermarlo il presidente del Consiglio Mario Monti che organizzando una sommaria scaletta dei passaggi necessari, durante la conferenza di fine anno nella quale ha dichiarato che i conti pubblici sono in sicurezza grazie alla manovra attuata, dice che si toccherà prima il capitolo delle liberalizzazioni, poi quello relativo al mercato del lavoro e, a seguire, le infrastrutture e la riforma della giustizia civile. Non ci sarà dunque bisogno di una nuova manovra.

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L’euro non attira più: i paesi dell’est preferiscono la loro moneta

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L'euro non attira più: i paesi dell'est preferiscono la loro moneta

L’euro non attira i paesi dell’Est Europa che hanno ottenuto giudizio negativo dalle rispettive popolazioni dopo sondaggi sulla volontà o meno di aderire alla moneta unica. I paesi come la Polonia non sono dunque più attirati dall’euro, troppo debole ai loro occhi per delle economie sempre più forti e dinamiche come le loro.

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Manovra Monti: finalmente è diventata legge!

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Manovra Monti: il Governo a caccia di 15 miliardi

La nuova manovra economica presentata dal governo tecnico guidato dal Presidente del Consiglio Mario Monti è finalmente legge. Dopo i numerosi incontri tra sindacati e partiti politici e dopo le molte modifiche apportate volte a garantire una manovra equa e rigida volta a risanare il bilancio italiano finalmente il provvedimento salva Italia è diventato legge!. Ma vediamo quali sono i punti principali di questa nuova finanziaria?

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L’Italia è in recessione: a confermarlo sono Confindustria e Abi

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L'Italia è in recessione: a confermarlo sono Confindustria e Abi

Siamo in recessione: questo è quanto comunicato da Confindustria in merito al declino del Pil nell’ultimo periodo ed è quanto confermato, anzi anticipato, dall’Abi. Manca solo la pronuncia in merito dell’Istat ma questo solo perché devono essere analizzati i dati di sei mesi complessivi e al momento lo si può fare solo per tre mesi: infatti da luglio a settembre il Pil ha subito una diminuzione dello 0,2% rispetto al trimestre precedente.

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Pil in calo: dati Istat negativi per il Prodotto interno lordo

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Pil in calo: dati Istat negativi per il Prodotto interno lordo

Secondo l’Istat nel terzo trimestre del 2011 il Pil si è ridotto dello 0,2% dopo i primi due trimestri già andati negativamente parlando rispetto ai dati dell’anno precedente. Infatti nel 2010 la crescita tendenziale si assestava all’1%, a fronte dello 0,8% di quest’anno, per il primo trimestre e intorno allo 0,8%, rispetto allo 0,7%, per il secondo.

Molti i provvedimenti che si stanno prendendo, in primis la manovra portata avanti dal governo Monti, ma anche mosse sul piano europeo di forte impatto vengono portate avanti per permettere una risalita dal baratro del deficit.

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Confindustria: 800 mila posti di lavoro in meno e aumento della pressione fiscale

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Confindustria: 800 mila posti di lavoro in meno e aumento della pressione fiscale

Confindustria lancia l’allarme: nel 2013 avremo 800 mila posti di lavoro in meno e la pressione fiscale al 54%. Secondo il Centro studi di Confindustria molte aziende saranno a rischio, nuovamente, poiché l’Italia cadrà in recessione: viene prevista una contrazione del Pil per il 2012 dell’1,6% (a fronte di quello che sarà l’aumento finale di quest’anno dello 0,5%) per riprendersi lievemente nel 2013. In tutto questo Sali scendi dei valori del Pil, comunque, ci sarà un incremento estremo della pressione fiscale che raggiungerà il 45,5% del Prodotto interno lordo diventando pressione effettiva, dunque, del 54%.

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