Cassa depositi e prestiti: cessione delle partecipazioni per risanare il debito

Per risolvere preventivamente la questione del debito pubblico, prima che i provvedimenti del decreto sulle liberalizzazioni da poco approvato vadano in porto, il governo ha deciso di procedere con il pagamento dei debiti commerciali della Pubblica Amministrazione che ammontano a circa 70 miliardi di euro attraverso l’emissione di nuovi Bot.
Questo passaggio avverrà trasferendo le partecipazioni della Cassa depositi e prestiti, controllata al 70% dallo Stato e al 30% da fondazioni bancarie. Con una simile mossa, trasferendo quindi partecipazioni del valore totale di 50 miliardi di euro, il Tesoro riuscirebbe a rientrare di una enorme quota della totalità del debito pubblico in poco tempo e procederebbe così anche a ritirare numerosi titoli di Stato ormai in calo come quotazione.
Una simile mossa permetterebbe allo Stato di pagare i fornitori a 30 e 60 giorni, cosa che anche secondo la UE aiuterebbe enormemente il sistema aziendale italiano e non solo. Ne potrebbero approfittare, quindi, anche le regioni e le autorità locali per cedere la parte di debito negli anni accumulata andando così a rimpinguare le casse statali ad ogni livello.
Agendo in partnership con aziende di un certo peso e con una certa liquidità, il Tesoro riuscirebbe a far fronte alla dismissione dei 50 miliardi previsti andando ampiamente a saldare la parte di debito di cui prima. Una Cassa depositi e prestiti con partecipazioni miste otterrebbe così nuova operatività che andrebbe ad aggiungersi alla già grande importanza dalla Cassa stessa rivestita negli aiuti alle banche per quanto riguarda i finanziamenti bancari.
lun 23/01/2012 da Marcello De Filippis in debito pubblico.

















