Calcolare l’Imu sulla prima e sulla seconda casa: ecco come fare

Da gennaio tornerà in vigore la cara vecchia Ici sotto nuove spoglie: si chiamerà Imu, Imposta municipale unica, e tutti si chiedono come calcolarla. Dopo anni di assenza di questa imposta, infatti, e dopo le modifiche sui valori catastali degli immobili italiani poco chiare sono le aliquote che si andranno ad applicare. L’aliquota fissata dalla manovra Monti sarà dello 0,76% da applicare sugli immobili che vedranno il loro valore catastale aumentato di circa il 60%, più leggera invece sarà l’aliquota sulla prima casa che si assesterà sullo 0,4% con detrazione fissa di 200 euro più i bonus di 50 euro a figlio al di sotto dei 26 anni per le famiglie numerose.
Ma, nello specifico, come si deve procedere per calcolare l’Ici e sapere quanto si andrà a pagare? Vediamo i passi da fare:
- Individuare la rendita catastale: questo è il primo passo per calcolare la nuova imposta e lo si potrà fare ricorrendo all’atto di vendita della casa, riportando alla luce i vecchi bollettini Ici pagati in passato o dal sito dell’agenzia del territorio riportando i dati dell’immobile (foglio catasto, particelle)
- Ricalcolare la rendita: una volta individuata la rendita catastale questa dovrà essere ricalcolata in base all’aumento previsto per legge del 5%, bisognerà quindi moltiplicare la rendita catastale originaria per 1,05
- Scoprire il nuovo valore catastale: la manovra Monti ha previsto che per ricalcolare il valore catastale, alla luce di quanto detto inizialmente sull’aumento del 60% dei valori, bisognerà moltiplicare la nuova rendita catastale per 160
- Calcolare l’imposta: il valore catastale ottenuto dovrà, poi, essere diviso per 100 e moltiplicato per l’aliquota Imu che si dovrà applicare e per le prime case, lo ricordiamo, e dello 0,4%
- Detrazioni: una volta ottenuto il valore finale si potranno, finalmente andare a detrarre i 200 euro e le 50 euro eventuali per ogni figlio minore di 26 anni convivente fino ad un massimo di 400 euro (per un totale, quindi, di 600 euro)
Per le seconde case il calcolo è uguale, tranne per le detrazioni che non ci saranno in tali casi, ma varierà l’aliquota da applicare che è fissata sullo 0,76% ma che i comuni potranno modificare dello 0,3% (per oscillare quindi da un minimo di 0,46% ad un massimo di 1,06% di aliquota). Però ci saranno dei vantaggi per i possessori di seconde case poiché, a conti fatti, si troveranno a pagare meno ora, con l’Imu come imposta unica, che non prima, con Ici e Irpef fondiaria come imposte separate.
Ma cosa succede per le seconde case in affitto? Se il proprietario della seconda casa ha affittato l’immobile pagherà in base a quanto deciso dal comune nel quale si trova la casa che avrà potere discrezionale sempre dello 0,3% come per tutte le seconde case ma, ovviamente, si dovranno pagare in più le tasse sull’affitto, che siano esse calcolate in base all’Irpef o con cedolare secca.
mar 20/12/2011 da Christian Vannozzi in crisi, Ici, Immobili.

















