Aumento dell’iva: il credito al consumo si butta sull’e-commerce

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Aumento dell'iva: il credito al consumo si butta sull'e-commerce

L’eventualità di un nuovo innalzamento dell’aliquota dell’Iva, dal 21% al 23%, preventivato come una delle mosse del nuovo governo Monti, ha scombussolato un po’ i pensieri dei consumatori e, soprattutto, quelli di Giuseppe Piano Mortari, direttore operativo di Assofin (associazione italiana credito al consumo). In questo modo altro non si fa che gettare benzina sul fuoco che avvolge il già martoriato settore del credito al consumo.

Tale settore sta vivendo una contrazione dei consumi rispetto a quelli che sono i dati di pochi anni fa perché, nonostante si tratti di prodotti volti a permettere l’acquisto di beni e servizi nell’immediato con la possibilità di dilazionarne il pagamento, oggi il consumatore medio, invece che comprare e pagare un po’ per volta, preferisce non comprare affatto; comportamento giustificato visti i tempi di crisi che corrono e la mancanza per molti di permettersi addirittura le spese mediche.

Ad influire sulle società specializzate in questo comparto del credito, come Findomestic, Agos Ducato e Compass, ci sono sia i dati negativi, comunque meno negativi del periodo immediatamente dopo la crisi, sia la normativa più stringente e con meccanismi che vanno a tutelare maggiormente il consumatore che ora può sospendere il pagamento delle rate e rivalersi sul soggetto finanziatore per tutta una serie di casistiche che prima non c’erano, come l’acquisto di un prodotto guasto.

Ovviamente tale normativa non appartiene solo a soggetti come quelli precedentemente elencati ma anche alle banche che si trovano, quindi, pure loro a dover selezionare meglio i produttori cui affiancare i proprio servizi per non incappare in tipologie di prodotto non redditizie o, addirittura, fallimentari.

I colossi del settore ovviamente stanno facendo carte false per uscire da questo blocco e ogni tanto qualcuno di essi se ne esce con una idea nuova: è il caso di Compass. Compass adesso sta lanciando una particolare carta di credito, la Carta Viva Web, che ha integrato un display a cristalli liquidi sul quale viene visualizzato un codice, che scompare dopo 30 secondi e non è mai uguale, da inserire sul sito dove viene effettuato l’acquisto per evitare frodi e clonazioni, un po’ come avviene per le chiavette che alcuni istituti bancari danno in dotazione ai propri clienti per accedere al conto tramite home-banking.

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Jeppe
Jeppe 23 novembre 2011, 18:54
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Quindi si continua come sempre saranno i soliti ignoti a pagare ,perche i vari magna magna l’iva la scalano.Si vuole probabilmente affossa i piccoli commercianti e artigiani e la popolazione ridotta alla fame.E non senti piu parlare di tagli ,fanno che aumentare tutto dal pane a quasiasi genere alimentare ,sono dei grandi geni ,cosi anche un imbecille e capace perche non mettono l’iva al 100X100
cosi risolvono tutto in 15 giorni.Governo tecnico,,,,si tecnico del c.a.z.z.o.

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